24 Aprile 2021

Qualche giorno, fa nel mio studio, è venuto un padre che accompagnava suo figlio, questo ragazzo lo chiamiamo per semplicità: Marco.

Marco ha appena finito di studiare, laurea con massimo dei voti.
Marco, mi spiega, che il nonno, per la sua laurea, gli ha regalato una discreta somma di denaro e gli ha detto: “fai che questa somma sia la base da cui partire per pensare al tuo futuro!”.
Tra me e me ho pensato: ”Sante parole…. Ce ne fossero di più di nonni così lungimiranti….. E di padri che accompagnano i propri figli dal loro consulente finanziario!!”.
Il padre, quindi, ha deciso che Marco aveva bisogno di un aiuto per farsi guidare nelle scelte.
Non ci ho pensato un attimo, il mio suggerimento è caduto appunto sulla previdenza complementare o più semplicemente sull’aprire un fondo pensione.

Ora vi spiego cosa ho raccontato a Marco…

Caro Marco, di previdenza complementare in Italia se ne parla molto poco. Il motivo è che fino a pochi anni fa, la pensione pubblica garantiva retribuzioni simili all’ultimo stipendio, ed in più in pensione ci si andava in età più che ragionevole.

Oggi non è più così, l’accesso alla pensione INPS è slittata verso i 70 anni. Allo stesso tempo, il tasso dell’ultimo stipendio rispetto alla pensione INPS potrebbe fermarsi attorno al 60-70% per i lavoratori dipendenti, e al 40-50% per gli autonomi ed i professionisti.
Ma in realtà, caro Marco, sono proprio i giovani, che avranno la necessità di pensare per tempo alla propria pensione.
Con ogni probabilità, la vostra carriera lavorativa, inizia dopo la laurea, e quindi se va bene tra i 25 e i 27 anni e sarà caratterizzata da una maggiore discontinuità anche da un punto di vista contributivo.

Ora ti elenco diversi motivi validi per aprire adesso, con i soldi del nonno, il tuo fondo pensione.

Il primo motivo è che avendo un lungo periodo a disposizione, sei libero di scegliere la frequenza e l’importo dei versamenti più in linea con le tue esigenze e con la tua capacità di risparmio che può anche cambiare nell’arco della tua vita lavorativa.

Il secondo motivo è che il lungo periodo porta a compensare le eventuali oscillazioni di mercato e a ottenere una certa stabilità dei rendimenti. Inoltre, ai fondi pensione si applica il meccanismo della capitalizzazione degli interessi o interesse composto per il quale gli interessi generati, a seguito dell’investimento del capitale, generano essi stessi degli interessi. Grazie a questo meccanismo è possibile, nel lungo periodo, ottenere una crescita esponenziale dei propri risparmi.
E non è finita qui, i giovani aderenti possono iniziare con un investimento in un comparto azionario, più consigliabile per un lungo periodo di partecipazione.

Il terzo motivo è che gli aderenti possono contare su importanti vantaggi fiscali grazie all’applicazione del sistema fiscale E-T-T, e chi si iscrive da giovane ancora di più.

E-T-T è la sigla utilizzata per descrivere il regime fiscale agevolato:

E esenzione in fase di contribuzione, grazie alla deducibilità dei contributi versati che seguono l’aliquota marginale IRPEF, come illustrato nella tabella

Ttassazione agevolata dei rendimenti in fase di accumulo (20% in sostituzione del 26%).

Ttassazione agevolata della pensione integrativa in fase di erogazione, vedi tabella sotto.

Il quarto motivo è che in questo momento potrai essere aiutato da tuo padre nel versamento, il quale, se sei ancora fiscalmente a carico, può dedurre i versamenti che fa per te dal suo reddito IRPEF.

Quinto motivo: i giovani, lavoratori di prima occupazione successiva al primo gennaio 2007, hanno accesso ad un bonus di deducibilità.
Questo bonus si traduce in un limite che aumenta per loro a 7.746,86 euro annui, per un totale di 25.822,85 euro.

Come funziona il bonus di deducibilità?

Nei primi 5 anni di adesione al fondo pensione, la parte di deducibilità non sfruttata non verrà persa ma diventerà un bonus che potrà essere sfruttato nei 20 anni successivi fino a raggiungere una deducibilità totale pari a 7.746,86 euro annui. Questa norma serve a consentire ai neo-lavoratori, come te, di sfruttare al massimo il limite di deducibilità: infatti, a inizio lavoro, è difficile avere versamenti (datoriali e propri) di 5.164,57 euro, con il risultato di perdere parte della deducibilità. Quest’opzione a partire dal sesto anno di lavoro consente di recuperare tale deducibilità, alzando il limite dei 5.164,57 ai 7.746,86 euro annui per i successivi 20 anni fino a recuperare la deduzione disponibile e non sfruttata.

Sesto e ultimo motivo, il lavoratore appena assunto o comunque ad ogni cambio lavoro deve decidere cosa farne del TFR: lasciarlo in azienda o destinarlo al suo fondo pensione.
Versare il TFR nel fondo pensione è più conveniente per almeno i seguenti quattro motivi:

  1. il TFR si accumula in un unico strumento lungo tutta la tua carriera lavorativa e non viene frammentato ogni volta che si cambia lavoro
  2. la tassazione nel fondo pensione è molto più agevolata (15% – 9%) rispetto a quella applicata al TFR liquidato in azienda, aliquota marginale IRPEF.
  3. nel fondo pensione il TFR cresce di più perché i rendimenti che si ottengono con gli investimenti sono tendenzialmente superiori rispetto alla rivalutazione ordinaria del TFR in azienda
  4. il TFR accumulato nel fondo è intoccabile e in caso di crisi del datore di lavoro, se non viene versato, si è tutelati dalla legge.

Spero che tutto questo sia stato sufficiente, caro Marco a concordare con me, che una parte del “tesoretto” del nonno lo useremo per questo importantissimo strumento di tutela per il tuo futuro di giovano uomo.

La risposta di Marco ve la lascio immaginare,
Il padre di Marco, la settimana successiva mi ha presentato anche la figlia minore che è al primo anno di università.

Spero, di non avervi annoiato, ma incuriosito.
Buon sabato, a presto.

Fedora.

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