27 Marzo 2021

Buongiorno,
oggi parliamo di immobili e di quello che è successo non più di un mese e mezzo fa: il 1 febbraio.
Lo so, ad alcuni di voi verrà già il mal di pancia, ma sono sempre dell’opinione che se siamo informati ci possiamo difendere, diversamente subiamo gli eventi.
Oggi vi parlerò delle imposte legate agli immobili, vi parlerò di SIT, il nuovo Sistema Integrato dell’Agenzia delle Entrate, e faremo assieme, come sempre, alcune considerazioni.
Il sistema tributario italiano prevede varie imposte e tasse, alcune di queste sono legate al reddito (es. Irpef per le case in affitto, cedolare secca), altre legate a servizi (es. TASI), altre ancora collegate ai trasferimenti degli immobili (es. tasse di successione e donazione), altre semplicemente patrimoniali (es. IMU).

Di seguito vi propongo una interessante immagine che riassume tutte, ma proprio tutte le tasse/imposte che gravano sugli immobili.

 

La domanda che viene spontanea è come si calcola la base imponibile di queste imposte/tasse.

Tutte queste imposte/tasse hanno come base imponibile il valore dell’immobile, detto in termini più precisi il “valore catastale”.
Questo indicatore però risale alla fine degli anni ‘80 ancora prima dell’introduzione dell’ICI prima e dell’IMU poi.
La superficie degli immobili che contribuisce al calcolo complessivo si basa sul numero di vani catastali e non sui metri quadri. Di conseguenza la rendita catastale di un immobile di 50 mq con 4 vani è superiore a quella di un immobile di 60 mq e 3 vani.

Questo sistema comporta una ingiustizia.
Da qui l’idea di una riforma del catasto.

Perché fino ad oggi non era stata attuata?
Perché era prima necessario predisporre un sistema informatico integrato tra catasto e amministrazione finanziaria.

Arriviamo quindi al secondo punto della nostra discussione, questo sistema è partito in pompa magna il 1 febbraio scorso e si chiama SIT: Sistema Integrato del Territorio dell’Agenzia delle Entrate.
Si tratta di uno strumento che dovrebbe svolgere servizi relativi al catasto e ai servizi geotopocartografici. Il nuovo sistema consente anche la visura e consultazione di atti ed elaborati catastali, sia presso gli uffici dell’Agenzia, sia per via telematica.
Questo sistema consentirà di attuare la riforma e l’Agenzia delle Entrate avrà, un’unica piattaforma dove reperire i dati (atti, valori catastali, elaborati, mappe, immagini satellitari) di 74 milioni di abitazioni.
In questo modo saremo in grado di assegnare un valore indicativo di mercato alle abitazioni che dovrebbero rendere coerenti i valori immobiliari e i valori fiscali di ogni casa.

Ciò che ne deriverà, dunque, è la revisione dei valori ai fini delle imposte dirette e indirette in quanto le nuove rendite saranno quasi sempre più alte delle attuali, trasformandosi in un aumento delle tasse a carico dei proprietari.
Secondo un calcolo effettuato dal quotidiano “Il Corriere della Sera inserto L’Economia” la città che registrerebbe un maggiore aumento dell’imponibile è Messina, con una differenza di valore tra prezzo di mercato e imponibile prima casa superiore al 300%. Su questa valutazione, l’IMU subirebbe un rincaro in media del 176%. Andrebbe male anche a Milano, dove i milanesi pagherebbero dopo la riforma un IMU maggiorato del 172%. La nostra Verona, vedrebbe un aumento dell’imponibile IMU del 132%.
Di seguito la ricerca completa pubblicata il 29 gennaio dal Corriere della Sera.


Concludendo: non allarmiamoci!
Come detto, all’inizio di questo articolo, ora che siamo a conoscenza di queste importanti novità ci possiamo districare assieme nel migliore dei modi.
Sicuramente una considerazione importante la possiamo fare: anche gli immobili devono avere un ritorno positivo o è un immobile che utilizziamo o perché ci danno un ritorno economico.

Se escludiamo la casa in cui viviamo, quella delle vacanze e quella che sappiamo già lasceremo ai nostri figli (sempre che loro non ne abbiano già una), il resto degli immobili in nostro possesso sono da considerarsi uno strumento, che deve avere una natura di “investimento” e come tale deve saper produrre un rendimento e una rivalutazione positiva così come lo pretendiamo da un fondo di investimento.

Se siete in questa situazione e lo desiderate, durante il nostro prossimo appuntamento di analisi della posizione patrimoniale mobiliare potremmo valutare anche gli immobili in vostro possesso.

Vi invito sempre a mandarmi le vostre domande in modo che io, in questo spazio, possa darvi tutte le risposte di cui avete necessità.
Vi auguro un buon proseguimento di giornata, a presto.
Fedora

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