6 Novembre 2021

Buongiorno e ben ritrovati, oggi voglio parlarvi di come si costruisce una efficace ed efficiente pianificazione finanziaria.

Alla base della pianificazione di un patrimonio c’è la costruzione della così detta PIRAMIDE dei BISOGNI FINANZIARI. Ora vi spiego di cosa si tratta.

La piramide dei bisogni finanziari è uno schema che consente di strutturare una solida pianificazione finanziaria, con l’obiettivo di preservare il nostro patrimonio e ottimizzarne il potenziale economico.

Nonostante ognuno di noi abbia differenti obbiettivi, differenti circostanze e aspettative nella gestione del proprio patrimonio, la piramide finanziaria è un modello applicabile a qualsiasi età e reddito.

Il concetto di piramidale dei bisogni finanziari nasce sulla base delle idee sviluppate dallo psicologo Abraham Maslow nel 1954. L’idea è quella di appagare il livello più elementare dei nostri bisogni prima di poter soddisfare le necessità dei livelli superiore. In altre parole, non puoi preoccuparti delle performance dei tuoi investimenti se prima non hai messo al sicuro il tuo patrimonio.

Quello che si vuole ottenere, lavorando attraverso la piramide dei bisogni, è uno strumento affidabile per pianificare la gestione dei nostri risparmi, così da poter pensare al nostro futuro con maggiore serenità liberandoci dal senso di frustrazione che si ha quando non si ha chiaro quale sia la direzione da prendere.

Dopo la lettura di questo mio articolo, vi sarà più chiara la strada che stiamo perseguendo con i vostri risparmi ogni volta che ci incontriamo di persona e facciamo il punto della situazione sul vostro patrimonio.

La piramide dei bisogni finanziari ci ricorda quanto sia importante lavorare per bisogni nella gestione delle proprie finanze e quanto il concetto di rischio sia da riconsiderare in funzione dell’orizzonte temporale e dei bisogni che andiamo a soddisfare.
Ma ora entriamo nel dettaglio. La figura seguente rappresenta la piramide dei bisogni di Abraham Maslow.

La regola di base è iniziare dal basso e salire verso l’alto.
Partendo dalla base, i 6 livelli della piramide sono:

  1. protezione: la base che deve garantire la tutela della persona e del patrimonio;
  2. liquidità: la gestione dei flussi di cassa, per garantire le necessità quotidiane;
  3. riserva: accantonare alcune risorse che ci aiuteranno ad affrontare eventuali imprevisti, il così detto “non si sa mai”;
  4. previdenza: le azioni finanziarie orientate alla tutela del tenore di vita desiderato, anche in un futuro in cui non potremmo garantirlo con il nostro lavoro;
  5. investimento: la parte del patrimonio orientata ad azioni destinate a sviluppare il potenziale di crescita del nostro patrimonio;
  6. extra rendimento: la gestione di una parte del patrimonio per investimenti più redditizi, ma anche più rischiosi.

Ora analizziamo i 6 livelli nel dettaglio.
Oggi vedremo i primi tre livelli, nella prossima “Colazione con Fedora” analizzeremo gli ultimi tre.


1. La protezione del patrimonio costituisce la base e la prima area della piramide. L’obiettivo di questa parte di patrimonio è tutelare la persona e il patrimonio dagli eventi imprevisti che la vita può riservarci. Questo lo si fa attraverso adeguate coperture assicurative che servono a salvaguardarci dal rischio di perdite finanziarie derivanti da danni a beni o danni alla nostra salute.
Dunque, la messa in sicurezza del nostro patrimonio può essere fatta con:

    1. assicurazioni sulla casa, per coprire i possibili danni alla struttura dell’abitazione, oppure ai beni contenuti al suo interno;
    2. polizze assicurative RC (responsabilità civile) per proteggere il nostro patrimonio nel caso di danni a cose o persone causate da noi o da un nostro familiare;
    3. ecc.

Mentre, la messa in sicurezza della nostra salute e del nostro tenore di vita può essere fatta con:

  • polizze vita caso morte, come l’assicurazione TCM (Temporanea Caso Morte);
  • assicurazioni infortuni e malattia, pensate per soddisfare differenti livelli di tutela e di assistenza sanitaria;
  • polizze assicurative LTC (Long Term Care) per garantire un indennizzo, un capitale o una rendita, nel caso di perdita dell’autosufficienzaLa protezione del patrimonio e della persona passa dunque attraverso azioni che trasferiscono i rischi dal nostro patrimonio a una compagnia assicurativa.

2. La seconda area della piramide finanziaria riguarda la liquidità così detta a vista necessaria per gestire i flussi di cassa, ovvero le spese quotidiane. Di solito lo strumento più adeguato a tale bisogno è il conto corrente o forme di deposito subito monetizzabili, da cui possiamo attingere per soddisfare i nostri bisogni immediati.
Ecco che il conto corrente bancario serve appunto come deposito del capitale necessario a coprire le normali esigenze quotidiane.
Dunque, la domanda che dovremmo porci è: “Quanto denaro mi serve per coprire le spese fisse mensili?”.
Certo, è necessaria un’analisi personalizzata, ma diversi libri di pianificazione finanziaria concordano nel dire che per un lavoratore dipendente sul conto corrente dovrebbe restare un importo corrispondente a circa tre dei suoi ultimi stipendi. Non di più. Mentre per un libero professionista sul conto corrente ci dovrebbero essere metà dei suoi redditi annui lordi, perché i suoi imprevisti di solito sono le tasse che deve pagare allo Stato.Perché ti consiglio un approccio di questo tipo nella gestione della liquidità? Lasciare tutti i risparmi sul conto corrente, abitudine che accomuna la maggior parte degli italiani, espone le nostre risorse economiche a una lenta erosione del potere d’acquisto dovuta all’inflazione.
Ecco perché, bisognerebbe allocare le risorse economiche in eccesso sul conto corrente, in investimenti “riserva” che fanno parte della terza area della piramide finanziaria.


3. Nella terza area della piramide dei bisogni finanziari troviamo quei “cassetti” in cui accantonare i risparmi destinati a investimenti di breve/medio periodo, da 1 a 3 anni. Sono quelle risorse economiche che fungeranno da cuscinetto in caso di imprevisti: il così detto “non si sa mai”.
In questa area vengono usati strumenti finanziari di natura monetaria o obbligazionaria. In questa area sappiamo di sacrificare un rendimento potenzialmente più elevato, ma sappiamo anche che il rischio per il capitale è più basso. Inoltre, in questa area il nostro patrimonio è liquidabile nel minor tempo possibile.
Dunque, fare degli investimenti a breve/medio termine significa poter riprendere il capitale in poco tempo, senza che smobilitarlo sia troppo svantaggioso.Considera che l’aspettativa di rendimento in questa area sarà auspicabilmente in linea con l’inflazione. Se poi il rendimento sarà maggiore, tanto meglio. Oggi dobbiamo sempre essere consapevoli che a breve termine i tassi sono negativi.Come detto prima, per oggi ci fermiamo qui. Nella prossima “Colazione con Fedora” analizzeremo le ultime e più alte aree della piramide dei bisogni.


Concludendo possiamo affermare che un approccio orientato ai bisogni ci conduce a considerare il portafoglio di investimento come specchio dei bisogni della vita umana.

Perché la pianificazione finanziaria basata sui bisogni è per definizione un processo olistico, ovvero tiene conto non solo di aspetti specifici come le performance finanziarie ma l’interezza dei bisogni della vita dell’essere umano, che pone al primo posto gli interessi e i valori della persona e si pone come obiettivo primario di incrementare il livello di soddisfazione della vita e il benessere finanziario.

Pianificazione finanziaria, quindi, non solo focalizzata sui numeri ma anche e soprattutto su chi siamo e su che cosa desideriamo concretamente per noi e per i nostri cari.

Buona colazione e buon sabato.
Fedora

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