20 Novembre 2021

Buongiorno e ben ritrovati. Oggi concludiamo il percorso iniziato nell’articolo precedente sulla “Piramide dei Bisogni”.

Come già detto, la piramide dei bisogni finanziari di Abraham Maslow è uno schema che consente di strutturare una solida pianificazione finanziaria e nonostante ognuno di noi abbia differenti obbiettivi e differenti aspettative nella gestione del proprio patrimonio, la piramide finanziaria è un modello applicabile a qualsiasi età e reddito. 

La maggior parte delle persone gestisce i propri risparmi senza dargli un “nome”. 

Ovvero, non si conosce il reale motivo per cui si risparmia. Accumulare le risorse finanziarie disponibili in un unico calderone e da questo calderone attingere per le varie esigenze: sia esse normali necessità quotidiane, che imprevisti, che progetti, questa non è pianificazione. 

Manca cioè, un approccio rigoroso alla crescita del patrimonio e alla sua tutela. È come costruire un edificio con fondamenta troppo deboli. Finirà per sgretolarsi di fronte alle prime avversità. 

La piramide dei bisogni è invece uno strumento strategico potente perché ci consente di diversificare le risorse economiche in base ai bisogni e alle necessità. Quindi per mezzo di questo approccio rigoroso anche il concetto di rischio è da riconsiderare in funzione dell’orizzonte temporale e dei bisogni che andiamo a soddisfare.

La regola di base è iniziare dal basso e salire verso l’alto.
Partendo dalla base, i 6 livelli della piramide sono:

  • protezione: la tutela della persona e del patrimonio;
  • liquidità: garantire le necessità quotidiane;
  • riserva: accantonare alcune risorse che ci aiuteranno ad affrontare eventuali imprevisti
  • previdenza: le azioni finanziarie orientate alla tutela del tenore di vita desiderato,
  • investimento: la parte del patrimonio orientata ad azioni destinate a sviluppare il potenziale di crescita del nostro patrimonio;
  • extra rendimento: la gestione di una parte del patrimonio per investimenti più redditizi, ma anche più rischiosi.

I primi tre livelli li abbiamo descritti nell’articolo precedente, per chi non li ricordasse vi invito ad approfondire il tema:

La Piramide dei Bisogni: come costruire una corretta pianificazione finanziaria (Parte prima)

Ora ci dedichiamo agli ultimi tre livelli della piramide: la previdenza, l’investimento e l’extra rendimento.

La quarta area è quella della previdenza. Siamo abituati all’idea che la pensione possa bastare per offrirci un tenore di vita simile a quello garantito dalle entrate lavorative. Purtroppo, il futuro non sarà più così roseo, dunque, è indispensabile includere nella pianificazione finanziaria le risorse economiche destinate ad affiancare la nostra pensione INPS.

Nell’area della previdenza, quindi, l’obiettivo è disporre di un piano finanziario capace di articolarsi nel tempo e di sostenere il tenore di vita atteso una volta terminato il lavoro.

Dunque, è indispensabile includere nella nostra pianificazione finanziaria le risorse economiche destinate ad affiancare la pensione. Possiamo farlo sottoscrivendo specifiche soluzioni per la nostra previdenza:

  1. fondo pensione, sia i FIP che i PIP, sono strumenti che permettono di disporre di prestazioni pensionistiche complementari al sistema previdenziale obbligatorio;
  2. strumenti di risparmio assicurativo di rendita consente di costituire un patrimonio utilizzabile sia ai fini previdenziali che per altre necessità, una volta raggiunta la scadenza e iniziata la fase di rendita.

Al momento del nostro pensionamento, potremmo usufruire di varie opzioni di rendita: 100% capitale, 50% capitale e 50% rendita o 100% rendita. Oltre a poter scegliere soluzioni di reversibilità che, in caso di morte, costituiranno una rendita per il beneficiario designato.

Inoltre, colmare con i risparmi il “cassetto” della previdenza è un approccio proattivo che ci permette di essere economicamente indipendente anche nel momento in cui potrebbero insorgere uno stato di non autosufficienza.

Nell’area investimento l’obiettivo è far crescere il patrimonio nel medio-lungo periodo. In questa area rientrano quegli investimenti con un orizzonte temporale molto ampio, dai 5 ai 20 anni. Si tratta di denaro di cui non si ha alcuna necessità di spesa nel prossimo futuro.

In quest’area della piramide finanziaria ci sono quelle azioni finanziarie che ci consentiranno di incrementare il nostro patrimonio economico, senza intaccare il nostro benessere finanziario. Ma non solo, ci permetteranno di pianificare i diversi obiettivi e progetti di vita, come l’acquisto di una nuova casa, l’università dei figli ecc..

All’interno di questa area, ragioneremo di asset allocation, ovvero il processo attraverso il quale decideremo la componente monetaria, obbligazionaria e azionario del nostro portafoglio. 

Qui, infatti, troviamo gli investimenti a basso rischio, a medio rischio ed ad alto rischio.

Ecco alcuni strumenti finanziari che potremmo usare per arricchire questa area dei bisogni:

  1. Fondi e sicav: sono strumenti finanziari a gestione attiva. Attraverso i fondi comuni di investimento o le sicav gli investitori affidano i propri risparmi a una società specializzata che gestisce collettivamente le somme versate, rappresentate da quote. La gestione collettiva garantisce una serie di vantaggi generalmente preclusi al singolo investitore: una gestione delegata a professionisti, dai costi ridotti, con un’ampia diversificazione e, di conseguenza, una riduzione dei rischi connessi all’investimento
  2. ETF (Exchange Traded Funds) sono fondi d’investimento a gestione passiva. Ovvero, il loro rendimento è correlato alla quotazione di un indice borsistico, sia esso azionario, monetario, ecc., e non al gestore del fondo.
  3. PAC: Piano di Accumulo del Capitale. Il piano di Accumulo del Capitale è una strategia finanziaria flessibile che consente d’investire somme prestabilite a cadenza periodica, attraverso la sottoscrizione fondo comune di investimento. Rappresenta una soluzione ideale quando non disponiamo di liquidità da anticipare per i nostri investimenti. Qui, possiamo allocare il capitale con gradualità e portare avanti i nostri progetti creando un portafoglio su misura in base alle nostre necessità. 
  4. Polizze Multiramo o Ramo III – sono strumenti finanziari collegati ad una assicurazioni sulla vita connesse con fondi di investimento o indici. Consentono di investire nel medio-lungo periodo massimizzando i vantaggi dell’investimento finanziario con i benefici di una polizza vita.
  5. Private equity: sono soluzioni finanziarie legate a investimento di importi rilevanti e sempre più in espansione. I private equity sono fondi chiusi che investono in capitale di rischio nell’ottica del lungo periodo. In pratica, gli investitori identificano aziende promettenti e startup sulle quali investire attivamente. Secondo Pictet Wealth Management, questi asset alternativi, come i venture capital, guideranno i mercati durante la transizione green che è già in atto e consentiranno di costruire un portafoglio di investimento efficiente nei prossimi dieci anni..

Nella quinta e ultima area della piramide dei bisogni finanziari rientrano gli investimenti che ci consentiranno di incrementare in maniera considerevole il nostro patrimonio. Trattasi della parte residuale o satellite del nostro patrimonio per l’acquisto di strumenti più speculativi e rischiosi. Qui si trovano gli investimenti tematici e i megatrend più attuali e di lungo periodo. Investiremo in aziende così dette disruptive. A differenza di altri tipi di innovazione, che modernizzano settori già esistenti, quella di tipo disruptive riguarda la creazione di un mercato che spesso è completamente nuovo, e determina la fine di altri che magari sono dominanti da anni.

La disruptive innovation ha quindi la capacità di cambiare le carte in tavola, facendo nascere e crescere nuove aziende a scapito di altre. Un esempio di questo sono i servizi di musica e tv on demand come Spotify e Netflix, che in pochi anni si sono guadagnate significative fette di mercato, erodendo i profitti dell’industria dell’audiovisivo tradizionale.

Quindi anche la speculazione può essere prevista se inserita in una corretta pianificazione. Poichè ogni essere umano può avere il bisogno di sentire l’adrenalina scorrere nelle vene creata da scommesse a più alto rischio. Essendo la punta della piramide però va utilizzata la parte di denaro rimanente dopo aver pianificato e completato correttamente tutti i punti precedenti

CONCLUDENDO:

  • Investire dovrebbe essere la conseguenza di un processo di pianificazione mirato a tutelare il capitale e a sostenere la nostra crescita finanziaria. 
  • La piramide dei bisogni incentiva a un approccio diversificato e consapevole nella gestione del nostro patrimonio, poiché è basata sul concetto di autorealizzazione. Dunque, ci aiuta a fare chiarezza e a “dare un nome ai nostri progetti”.
  • Ecco perché, prima di pensare a come investire, bisognerebbe fare una corretta pianificazione finanziaria e quindi trovare la corretta corrispondenza nelle 6 aree della piramide dei bisogni:

Spero di aver stuzzicato la tua curiosità.

Buona colazione e buon sabato.

Fedora

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