23 Settembre 2022

Buongiorno e ben ritrovati, oggi vi voglio parlare della differenza tra risparmio e investimento.

Caro lettore, che oramai da più di due anni mi leggi con cadenza quindicinale, sai qual è la differenza tra risparmio e investimento? E tu, sei un risparmiatore o un investitore?

Risparmio e investimento sono due termini che vengono spesso usati come sinonimi. Questo utilizzo è errato in quanto tra risparmio e investimenti ci sono alcune importanti differenze. 

La più importante differenza tra risparmio e investimenti riguarda l’intervallo di tempo. Il risparmio, è tipico del breve periodo mentre gli investimenti fanno soprattutto riferimento al lungo termine. Ne consegue che investire per breve termine presenta inevitabilmente dei rischi mentre risparmiare nel lungo periodo significa esporsi inevitabilmente al rischio inflazione e quindi perdere le potenzialità del proprio capitale.

Quindi quando parliamo di risparmio ci riferiamo alla parte del nostro reddito che ogni mese mettiamo da parte e quella parte del nostro capitale che è disponibile per affrontare gli imprevisti. Quindi risparmio fa rima con emergenza, essendo questi i soldi destinati al risparmio sempre disponibile. Perciò è possibile indicare due caratteristiche principali del risparmio: disponibilità immediata della somma e assenza di rischio, poiché se ci fosse un rischio i nostri soldi non sarebbero più disponibili per le emergenze in qualsiasi momento. 

Quali sono invece le caratteristiche degli investimenti? Gli investimenti riguardano il lungo termine. Si investe pensando ad un futuro che può essere più o meno lontano. A differenza del risparmio, gli investimenti includono un certo fattore di rischio. Più è alto il fattore di rischio, maggiori sono i profitti che potremmo ottenere. La componente rischio non può essere eliminata dagli investimenti. Allo stesso tempo però può essere gestita. La gestione del rischio negli investimenti può avvenire mediante la diversificazione e la decorrelazione e ovviamente la giusta pianificazione. Per questo, se avete voglia di approfondire questi concetti, vi rimando alle mie precedenti colazioni:

In pratica sarai un buon investitore se riuscirai ad equilibrare investimenti e risparmio. Concretamente se hai una quota di investimenti eccessivamente maggiore della quota risparmio, potresti essere costretto a vendere tutto in un momento di difficoltà, ossia di emergenza. Vale anche il discorso opposto ossia se la quota risparmio è troppo alta rispetto alla quota investimenti potresti essere costretto, tuo malgrado, a fare i conti con l’erosione del tuo potere d’acquisto, ovvero con l’inflazione.

Ma quando investi, ti sei mai chiesto cosa esattamente stai comprando? La risposta di ogni investitore è sempre la stessa: rendimento, performance e guadagno. Possibilmente nel più breve tempo possibile e possibilmente senza oscillazioni di mercato.

Questa, ovviamente è l’unica risposta che si aspetta il cervello di chi compra investimenti.

Ma chi legge le mie colazioni da qualche tempo sa invece che chi investe compra rischio sul mercato!

Ecco quindi che se sei qui a leggere queste righe è perché sei più interessato ad investire che a risparmiare. O sei disposto a compiere il grande passo che sancirà la mutazione da essere risparmiatore a diventare investitore, e questo passaggio è da farsi con il mio aiuto, ovvero quello di un consulente finanziario.

Lo so che in questo momento parlare di investimento è difficile e prima di questi sei mesi, prima della guerra, prima di questa inflazione alle stelle eravamo tutti investitori e ora vorremmo essere tutti risparmiatori. Ma chi investe acquista consapevolezza che occuparsi del proprio patrimonio è un po’ come occuparsi della propria salute. Occorre pensarci, e pensarci per tempo e per tutta la durata della nostra vita.

Quindi investimento è sicuramente avere fiducia, nel futuro, nel futuro di una azienda, di un gestore del risparmio, ma anche di un intero Paese.

Mi ricordo il 9 marzo 2020 la Borsa di Milano perde 11,70%, le borse del resto del mondo chiudono attorno a -8%. Il prezzo del petrolio crolla del 22%. I segnali di crescita mondiale diventano ben presto pessimi. Ma già il 24 marzo 2020, il più importante indice borsistico di New York, il Dow Jones, segnava la sua migliore seduta di sempre balzando a +11,30%. 

Da questo momento è anche iniziato il decoupling, ovvero “disaccoppiamento”, quello che in gergo gli economisti chiamano “strabismo del mercato”: ovvero mentre il prodotto interno lordo e i consumi continuavano a calare, le borse preferivano guardare agli aiuti delle Banche Centrali, ai maxi prestiti degli Stati e della Ue, alle prospettive di un vaccino. 

E in questo “disaccoppiamento” e con questo strabismo che faremo dei nostri risparmi gli investimenti per il nostro futuro.

A ben guardare la distanza tra mercato finanziario ed economia reale non è l’unico paradosso di questi tempi, me ne vengono in mente almeno altri tre.

E’ stato normale vedere per 10 anni i titoli di Stato Europei con rendimenti negativi, ovvero si pagava 101 quello che poi veniva restituito a 100. Durante la riunione di luglio la BCE ha alzato i tassi di uno 0,50%, il 14 settembre li ha portati all’1,25%. Erano quasi 10 anni che non si avevano tassi europei superiori allo 0%.

“Il Consiglio direttivo ha deciso di innalzare di 75 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. Pertanto, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente all’1,25%, all’1,50% e allo 0,75%, con effetto dal 14 settembre 2022.”

Inoltre, chiunque di voi sa che per contrarre un mutuo, il mutuatario può sottoscrivere il rimborso del debito residuo alla banca attraverso la scelta tra due tipologie di tasso: fisso o variabile. E’ risaputo che chi vuole la tranquillità del tasso fisso deve pagare di più. Eppure il 17 settembre 2021 “Il Sole 24 ore” aveva segnalato che sia la soluzione a rata variabile che a rata fissa erano scese considerando la distanza tra il “fisso” e il “variabile” quasi annullata. Oggi solo dopo un anno vediamo che chi ha un mutuo a tasso variabile chiede alla propria banca la rinegoziazione del tasso chiedendo di passare ad un tasso fisso, prevedendo un incremento consistente della sua rata di mutuo.

Un altro paradosso è stato che ad aprile 2020 abbiamo conosciuto il prezzo del petrolio negativo, meno 37,63 dollari. In pratica chi aveva in mano dei titoli per acquistare petrolio (i future) voleva così tanto disfarsene da essere disposto a rimetterci pur di venderli. Questo è successo il 20 aprile 2020. Oggi solo dopo 2 anni da questi dati abbiamo i prezzi dell’energia impazziti al rialzo: il greggio che fa +18,34% su un anno, il gas naturale che fa +60,92% ad un anno, frumento, mais ecc.. +32,93% ad un anno.

E non scordiamo l’inflazione, quella sì che ha azzerato tutte le certezze apprese sui libri di scuola. Fino a dicembre 2021 avevamo a disposizione così tanta liquidità, da poter chiedere in prestito denaro pagandolo poco nulla. La dottrina ci dice che se c’è tanto denaro in circolazione  e a buon mercato è naturale che i beni e i servizi comincino a costare un po’ di più e da li in avanti questo riscaldarsi di prezzi trascina anche le parcelle dei professionisti, le richieste degli artigiani, gli stipendi dei dipendenti.

Eppure non stava succedendo anche se non c’è mai stato tanto denaro come qualche mese fa l’inflazione era a zero e non innescava quella crescita virtuosa che ci si aspettava. Oggi abbiamo una inflazione mai vista che per l’Europa ha toccato il 9%, per l’Inghilterra il 10% e in Usa l’8%.

Tutto questo per dirti che da investitore, la volatilità del mercato è normale, che in finanza nessun pasto è gratis, ma che se abbiamo la corretta allocazione tra risparmio e investimento, il fattore tempo non può che portare un effetto benefico sul nostro patrimonio, anche oggi, che sarebbe facile farsi prendere dallo sconforto.

Ecco perché oggi, e mai come ora, quello che vi suggerisco e su cui  vi chiedo di riflettere è:

  • Investire è un processo, non un evento!
  • Comprate tempo e pianificazione, non comprate rendimento.
  • Acquistate una soluzione, non un prodotto!

Buon sabato e buona colazione!

Fedora

 

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