5 Febbraio 2022

Buongiorno e ben ritrovati. Qualche giorno fa, nel mio articolo del 22 gennaio:

https://www.fedoranadiatamellini.it/i-buoni-propositi-finanziari-per-il-2022/

vi ho parlato della regola del 50%-30%-20% e vi ho promesso che l’avrei approfondita in un mio prossimo articolo. Eccomi qui, quindi, a spiegare di cosa si tratta.

Questo “sistema” può rappresentare un caposaldo, se vuoi semplice, della finanza personale, una metodologia che tutti dovremmo conoscere e applicare.

Un sistema che in maniera semplice permette una gestione sana e automatica dei nostri risparmi.

La regola del 50%-30%-20% è stata citata per la prima volta all’interno del libro “All Your Worth: The Ultimate Lifetime Money Plan” scritto dalla senatrice statunitense Elizabeth Warren, docente di diritto commerciale a Harvard, e da sua figlia Amelia Warren Tyagi.

Basandosi su vent’anni di studi e ricerche, le due autrici hanno concluso che per tenere le proprie finanze sotto controllo non sono necessari metodi complicati. 

È sufficiente dividere il denaro in base a:

  1. necessità, 
  2. desideri, 
  3. obiettivi di risparmio, 

distribuendolo secondo la regola del 50%-30%-20%. Chiaramente le percentuali potranno variare in base alla propria situazione personale, ma rappresentano una buona indicazione di massima.

Facciamo un passo indietro. Risparmiare vuol dire, innanzitutto, non spendere una parte dei nostri redditi per assicurarci un benessere futuro.

Come per molte buone abitudini, anche nel risparmio la difficoltà non è tanto iniziare, quanto rimanere costanti nel tempo. 

Ora vi spiego la regola!

Questa regola permette grazie all’aiuto delle percentuali, di destinare un preciso budget in funzione del tipo di spesa:

  1. Il 50% nelle cose di cui abbiamo bisognoil 50% del nostro stipendio dovrebbe essere speso in cose essenziali come il mutuo, l’affitto, le bollette, i trasporti e il cibo: i nostri “bisogni”.
  2. Il 30% nelle cose che vogliamo, i nostri desideri: il 30% dovrebbe essere speso in attività per il tempo libero e per gli hobbies, come ad esempio per la tessera della palestra, per le vacanze, o per chiamare un take-away in un venerdì in cui siamo totalmente esauriti dalla settimana lavorativa. In poche parole, dovremmo spendere questi soldi per cose che ci piacerebbe avere ma di cui non abbiamo strettamente bisogno.
  3. Il 20% in risparmi: il 20% che rimane del nostro stipendio dovrebbe andare nei nostri risparmi.

La regola 50%-30%-20% indica naturalmente un obiettivo minimo, che può anche essere superiore e variare nel tempo. Un mese le spese fisse potranno essere inferiori al 50% dello stipendio e quelle legate al piacere e al benessere meno del 30%. In questo caso l’importo restante sarà maggiore del 20% e potrà essere accantonato e investito in modalità differenti, seguendo un principio di diversificazione che tenga conto di differenti obiettivi finanziari, individuati magari con il mio aiuto. 

La regola del 50%-30%-20% teorizzata da Elizabeth Warren dimostra come non sia necessario avere un foglio di calcolo complicatissimo per fare quadrare i conti in casa e soprattutto come qualsiasi desiderio sia alla nostra portata, se abbiamo chiaro l’obiettivo e la metodologia per accantonare il denaro per renderlo possibile.

Prima di scrivere questo articolo mi sono documentata sulla regola della Warren e mi sono imbattuta su un’altra linea guida di risparmio che vorrei conosceste per poter fare delle riflessioni assieme nei nostri prossimi appuntamenti.

Quanto risparmio dovrebbe avere da parte un trentenne? Un quarantenne? E un cinquantenne e un sessantenne?

Si stima, che in Italia, un ragazzo di 30 anni dovrebbe avere messo da parte l’equivalente del suo salario annuale. I pareri sono discordanti: potrebbe capitare di sentirti dire che, valutato 20.000€ il salario di un 30-enne, avremmo dovuto mettere da parte una cifra variabile tra i 10.000€ e i 20.000€.

Lo stipendio medio di un quarantenne con lavoro impiegatizio, in Italia, si aggira intorno ai 27.000€/30.000€ all’anno: la regola è che un quarantenne dovrebbe aver messo da parte un importo pari a tre volte il suo stipendio annuale. 

A 50 anni, dovremmo aver messo da parte sei volte il nostro stipendio annuale. A 60 anni, 8 volte.

In realtà, l’importo che potremmo aver messo da parte è più alto di quello che vediamo in Banca basta pensare ai versamenti alla pensione INPS, ai versamenti del TFR fatti dal datore di lavoro e ai versamenti ad un fondo di previdenza integrativa, per i più lungimiranti.

Questa riflessione, non vuole spaventarti, solo stuzzicare una serie di riflessioni che, se volessi, potremmo fare assieme.

Ricordo che queste sono soltanto linee guida. Se non riflettono la nostra attuale situazione, non facciamoci prendere dal panico. Ogni caso è diverso e ognuno di noi ha le proprie abitudini quotidiane e le proprie esigenze dal punto di vista finanziario.

Buona colazione e buon sabato!

Fedora

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