20 Gennaio 2023

Qualche articolo fa vi avevo parlato del denaro e delle ragioni della sua nascita.

https://www.fedoranadiatamellini.it/come-nasce-il-denaro-conchiglie-sigarette-dollari/

In questo articolo vi avevo lasciato con alcuni interrogativi:

  • Il Bitcoin è in grado di creare una fiducia condivisa sul suo valore?
  • Si può utilizzare facilmente negli scambi commerciali? Può da solo creare grandi patrimoni?
  • E’ soggetto alle oscillazioni avendo una sua quotazione sui mercati finanziari?

Oggi risponderemo a questi e ad altri interrogativi e parleremo di Bitcoin e di Criptovalute.
Una criptovaluta è una moneta digitale che, a differenza delle monete tradizionali, non esiste in forma fisica, non è controllata né gestita da alcuna autorità centrale.
Nonostante il nome, le criptovalute non sono considerate valute nel senso tradizionale del termine ma sono generalmente considerate un tipo di bene a sé stante: né una merce, né un titolo finanziario, né una moneta. Al mondo ne esistono oltre 17.500; la più nota è il Bitcoin (nome registrato nel 2008).

Cos’è il Bitcoin?

Può essere difficile da comprendere ma non esiste niente di tangibile nel Bitcoin; non c’è nemmeno una rappresentazione digitale, niente che si possa indicare “ehi guarda! Un Bitcoin!”.
Piuttosto, il Bitcoin è rappresentato dal registro delle transazioni memorizzate in un registro digitale decentralizzato e basato tipicamente sulla tecnologia “blockchain” (qualcos’altro che può risultare difficile da comprendere).
Il Bitcoin ha una disponibilità limitata: solo 21 milioni di Bitcoin verranno creati (o “minati”).
Attualmente la massa in circolazione è al 90 %, tuttavia questo non sarà mai una limitazione, perché i Bitcoin possono essere divisi in unità più piccole.

I Bitcoin esistono perché nel gennaio 2009 un’informazione conosciuta come “Genesis Block” fu inserita nel registro: “50 bitcoin were added to the ledger”.
Da allora i Bitcoin esistono perché il registro lo dice.

Ecco un breve dizionario dei termini:

  • Blockchain è un tipo speciale di database distribuito. Copie del Blockchain, Bitcoin sono salvate in migliaia di computer in giro per il mondo; tutte le copie devono combaciare e per questo la combinazione di questi database non è “hackerabile”.
  • Il registro Bitcoin (ledger) registra le transazioni finanziarie nei database Blockchain. Inizialmente era scritto in libri fisici, ad oggi non è criptato, è pubblico ed è un sistema aperto che permette a tutti di vedere cosa sta succedendo nel database.
  • Il network Bitcoin: Come Internet è la “casa” di un network di posta digitale, il World Wide Web è un network di siti internet, c’è anche il network di criptovalute, costituito da migliaia di computer che comunicano tra di loro attraverso internet. Qualcuno di questi computer è un “nodo”, cioè conserva una copia, parziale o totale, del blockchain. Qualcuno invece si occupa di “minare”, cioè di creare nuovi Bitcoin dal nulla. La maggior parte sono programmi portafoglio utilizzati da investitori e utilizzatori.
  • Indirizzo: all’interno del blockchain, tutti i Bitcoin sono associati a vari indirizzi, lunghe e uniche stringhe di numeri. Si può possedere un indirizzo ad esempio che nel registro è associato ad un valore in Bitcoin, si può controllare l’indirizzo attraverso la crittografia.
  • Transazione: Una transazione Bitcoin avviene quando qualcuno manda un messaggio al blockchain con le istruzioni. Ad esempio se si ha mezzo Bitcoin che si vuole convertire in euro, si cerca qualcuno che voglia comprare i Bitcoin (una piattaforma di scambio ad esempio), si registra la transazione sul registro che riporterà il movimento “Mezzo Bitcoin è stato spostato da indirizzo x a y”.
  • Wallet: più semplice, il portafoglio (virtuale ovviamente) raccoglie le informazioni che permettono di controllare gli indirizzi con cui sono associati i propri Bitcoin. Programmi portafoglio permettono di spedire messaggi nel network e di inserire transazioni nel registro.

Ma il Bitcoin è così “strano”?

Facciamo un passo indietro.
Quando si pensa al denaro il primo pensiero va a banconote e monete.
Vi ricordate? L’abbiamo scritto nelle precedenti puntate. Attualmente, la maggioranza delle valute mondiali non hanno monete e banconote fisiche per tutto il denaro in circolazione: circa il 90% delle maggiori valute non ha una presenza fisica e materiale! Per citare lo storico Yuval Noah Harari sono “Niente più di informazioni inserite in un server”.
Il denaro è puramente un concetto, un modo che l’uomo ha inventato per liberarsi dal baratto o dai chili di conchiglie levigate per scambiare merci e servizi reali. Il denaro può essere rappresentato da banconote, sale, dischi di pietraSe si crede nella sua rappresentazione qualsiasi cosa si usi può essere considerata denaro.
Attenzione però, tornando un attimo alle conchiglie: non è che si possano prendere manciate di conchiglie a caso dalla spiaggia! Chi nel passato le utilizzava ricercava un particolare tipo, distante dai propri luoghi, che veniva lavorato e modificato prima di essere “utilizzato”. Quindi ieri come oggi non c’è un modo facile per inondare il mercato di moneta.
Il Bitcoin non è un sottoprodotto dell’attuale sistema finanziario, bensì un sistema a sé stante.
Può agire come forma di valuta perché milioni di persone ci credono.

Come si comprano i bitcoin?

Ci sono diverse opzioni, che rispondono a diverse esigenze, e ognuna ha pro e contro:

  1. al Bancomat Criptovalute (ATM): in USA sono nati come funghi; in Italia si attestano su poco più di una decina nelle principali città italiane. Ha commissioni elevate ma è un sistema veloce e abbastanza facile;
  2. Con carta di credito presso Exchange di Criptovalute che forniscono una piattaforma online per permettere ad acquirenti e venditori di fare trading tra di loro. Attenzione ai prezzi e alla reputazione degli exchange;
  3. Presso Bitcoin Exchange conservando la valuta sul proprio Wallet;
  4. Con un CFD o contratto per differenza, attraverso le piattaforme di Trading. Attenzione: sono derivati a leva!
  5. Attraverso un Broker;

Sconsigliassimo acquistare da privati, le truffe sono molto diffuse.

Criptovalute e tassazione

Bitcoin e tasse costituiscono un tema attuale e, come spesso accade la normativa Italiana è abbastanza complicata: da un lato si specifica che i Bitcoin sono una valuta estera, dall’altro non è arrivata subito una vera e propria direttiva generale.
In breve le tasse sui Bitcoin sono calcolate in base ad una imposta sostitutiva unica (26%), e vengono equiparate alle attività finanziarie. Da quest’anno, secondo la nuova Legge di Bilancio 2023 del governo Meloni, si pagherà sopra i 2.000 euro di plusvalenza ottenuta dalla vendita dei Bitcoin, mentre il loro possesso, per la maggior parte dei casi, non è soggetto a imposte. In alcuni casi vanno dichiarati nella denuncia dei redditi.

Fruibilità del Bitcoin

Se non vi fossero persone disposte a utilizzare il Bitcoin come moneta, questo non potrebbe ritenersi tale. L’aumento di persone che fanno uso di Bitcoin per acquistare prodotti contribuisce alla crescita della credibilità e dell’affidabilità della criptovaluta.
Secondo il sito Coinmap, (che mostra la mappa di tutti i posti nel mondo in cui si può pagare in Bitcoin, dove si trovano gli ATM ecc), in Italia ci sono molti esercizi commerciali che accettano pagamenti in criptovalute. Anche se la maggior parte sono a Milano e Roma, ne troviamo anche a Palermo, Catania, Reggio Calabria, Crotone, Bari, Napoli, Firenze, Bologna, Genova, Torino, Pordenone, Venezia, Trento.

Per quanto riguarda i negozi online, gli e-commerce che accettano Bitcoin sono lo store di Microsoft, gli store Windows e Xbox. Su Amazon, eBay, Expedia, Sephora, Home Depot, eGifter e altri non si può pagare direttamente in Bitcoin ma si possono utilizzare per acquistare carte regalo.

In alternativa ci sono le carte di debito, che consentono di pagare con il proprio saldo Bitcoin, convertito in euro al momento del pagamento. Sono già in corso progetti volti a predisporre una nuova carta di credito utilizzabile come le carte tradizionali.

Volatilità dell’investimento

Il Bitcoin è un titolo altamente volatile.
Osservando un grafico finanziario ci si accorge immediatamente dell’enorme variabilità del suo prezzo anche in periodi di tempo molto brevi.
Non essendo soggetto a controllo da parte di nessun ente il suo valore dipende esclusivamente dalla domanda e dall’offerta.
Fonte infografica www.weforum.org (World Economic Forum).

Nel bene e nel male l’ecosistema è Influenzato dal mercato e dagli investitori; alcuni imprenditori milionari (senza far nomi), attraverso dichiarazioni pubbliche e investimenti privati hanno la capacità (al momento) di modificare il prezzo del Bitcoin.

Truffe e scandali

Fino a qui tutto sembra troppo bello per essere vero: ma dietro alle criptovalute e all’illusione di diventare ricchi all’improvviso si nascondono truffe e scandali che hanno sottratto mezzo miliardo di euro negli ultimi tre anni soltanto in Italia https://www.europol.europa.eu/publications-events/publications/crypto-investment-scams-infographic .

le criptovalute

Anche se un’attenta osservazione porta ad individuare facilmente gli elementi alla base di buona parte delle truffe sono molti i casi di truffe milionarie e miliardarie.
In Italia il caso più recente è quello della New Financial Techonology, nelle vicinanze di Treviso. Coinvolte circa seimila persone. Sull’episodio indaga la Procura di Pordenone. La NFT garantiva ritorni mensili del 10% sul capitale investito grazie agli algoritmi in grado di comprare e vendere asset digitali su diverse piattaforme di scambio.
Pagava regolarmente, all’inizio. Ha smesso di farlo a giugno 2022. Conti dei clienti chiusi, manager spariti. I guadagni promessi hanno fatto riemergere infatti un meccanismo già collaudato: lo schema Ponzi.
Lo schema Ponzi è alla base della truffa da 6 miliardi di dollari di Onecoin (Bulgaria), di Bitconnet (India – 4 miliardi) e Bitclub (Romania – 3 miliardi). Accertati altri sette casi di truffe superiori al miliardo.
Ancora In Italia il caso Bitgrail, in provincia di Firenze. Circa 130 milioni in criptovalute spariti nel nulla.
I contanti, anonimi e liquidi, sono stati a lungo uno strumento per i criminali. La criptovaluta, con le sue caratteristiche simili, potrebbe avere difficoltà a liberarsi della sua cattiva reputazione, nonostante le transazioni illecite costituiscano una minima parte del volume di investimenti (dato 2020: meno dello 0,5%).

I Virtual Asset Service Provider (VASP) sono in prima linea nella prevenzione della criminalità finanziaria e per l’identificazione dei “cattivi”. Tuttavia, controlli antiriciclaggio inadeguati spesso possono finire per facilitare il flusso di fondi criminali in tutto il mondo ma i VASP continuano a maturare e ad adottare misure di sicurezza più rigorose.

Ma infine… Conviene investire in Bitcoin?

È un investimento che comporta dei rischi molto elevati, cautela e attenta valutazione degli asset sono una prerogativa fondamentale.
Le opportunità di guadagno possono esserci ma bisogna conoscere il mercato e le dinamiche che lo regolano.

Buona giornata.

Fedora

Condividi

Vuoi saperne di più?