6 Gennaio 2023

Oggi analizzeremo la terza e la quarta regola messe a punto dal dott. Bertelli.
Mettetevi comodi e buona lettura.

TERZA REGOLA: Rischio sotto controllo
come un orizzonte di lungo termine permetta di prendere in considerazione un livello di rischio più elevato

“Se non rischi nulla rischi tutto”.

Questa frase emblematica di Mark Zuckerberg accende molti spunti su come quotidianamente siamo abituati a vivere. Ogni giorno siamo chiamati a compiere scelte e ad assumerci dei rischi. Ogni giorno infatti rischiamo, anche nelle cose più banali come quando la mattina ci alziamo dal letto e scendiamo le scale, usciamo per strada e pendiamo la macchina. Rischiamo in continuazione e se non lo facessimo non raggiugeremmo i nostri obiettivi. Allo stesso modo dovrebbe avvenire per la nostra gestione del capitale.
Rimanere fermi significa davvero che stiamo proteggendo il nostro capitale? La risposta è no, ce lo sta insegnando questo periodo di inflazione. Non è possibile proteggere capitale senza una percentuale di rischio, anche minima.

Nel 2016 sul Sole ventiquattrore il prof. Bertelli ha lanciato uno studio intitolato: “Valuta quanto puoi resistere allo stress”. Tremila lettori hanno partecipato al questionario sulla propensione al rischio. Tra i diversi quesiti uno recitava così:

Ipotizzando un lancio di una monetina, scegli quale delle seguenti situazioni preferisci

  • Risposta A: 1000 lanci consecutivi se viene testa guadagno 15 € se viene croce perdo 10€
  • Risposta B: 100 lanci consecutivi se viene testa guadagno 10 € se viene croce perdo 5 €
  • Risposta C: 10 lanci consecutivi se viene testa guadagno 6 € se viene croce perdo 1 €
  • Risposta D: 1 solo lancio se viene testa guadagno 5 € se viene croce non perdo alcunché.

Una percentuale molto alta ha propeso per la risposta D poiché apparentemente non prevede perdite. La nostra mente viene infatti catturata dalla parola perdita e immediatamente cerca la soluzione che non fa perdere. In realtà con la risposta A, in base alla probabilità avremmo la possibilità che escano 500 teste e 500 croci quindi il risultato atteso della risposta A è uguale a circa 2.500 € di guadagno.

Daniel Kahneman è uno psicologo, vincitore, insieme a Vernon Smith, del Premio Nobel per l’economia nel 2002 «per avere integrato risultati della ricerca psicologica nella scienza economica, specialmente in merito al giudizio umano e alla teoria delle decisioni in condizioni d’incertezza»
Daniel Kahneman dimostra che noi non riusciamo a massimizzare il nostro benessere semplicemente perché abbiamo quella che viene definita “loss aversion” ovvero avversione verso le perdite.

Che cos’è quindi il rischio di un investimento finanziario?
Per definire quanto siamo disposti a rischiare occorre conoscere bene le caratteristiche dei prodotti finanziari sui quali vogliamo investire. Ad esempio, investire in una obbligazione di una società è ben diverso che farlo su un fondo comune di investimento. Investire in una sola società comporta il rischio di perdita totale del capitale se la società stessa dovesse andare in fallimento.
Diverso è invece se investiamo in un fondo comune di investimento. Questi tipi di strumenti, infatti, diversificano il capitale in tante società diverse ed è impossibile che tutte le società falliscano contemporaneamente.
Questo rende i fondi un tipo di investimento privo di rischi? No!
Esiste infatti sempre un rischio sistematico o di mercato, ovvero quella naturale ed inevitabile oscillazione del valore del fondo comune del nostro patrimonio nel corso del tempo.

Ecco che allora un altro fattore fondamentale da tenere in considerazione è proprio l’orizzonte temporale di investimento.
Se è vero che per avere maggiore rendimento bisogna rischiare maggiormente è altrettanto vero che allungando l’orizzonte temporale di investimento il rischio diminuisce.
Quindi se io ho un orizzonte temporale più lungo posso operare con un rischio maggiore accedendo a rendimenti più alti.

rischio investimento

Nel grafico qui riportato vediamo due linee che rappresentano due tipi di investimento. Uno molto volatile e l’altro più stabile nel tempo. Scegliendo l’investimento raffigurato dalla linea verde il rendimento sarà più garantito a termine ma mi permetterà di avere un guadagno limitato nel tempo.Se prendiamo invece in considerazione l’investimento in blu, le possibilità di guadagno sono maggiori per un orizzonte temporale a medio-lungo termine.

Quindi se il mio obiettivo di investimento è di lungo periodo l’investimento migliore per me sarà quello che corrisponde alla linea blu, ma se lo guardo nel breve periodo il mio capitale potrebbe essere in pericolo.
Allora la domanda da porsi è: “quanto tempo deve passare perché la naturale oscillazione della linea blu non metta più in pericolo il mio capitale?”.
Nel caso dell’investimento contrassegnato dalla linea blu ad un certo punto il mio capitale non è più intaccato, questo si chiama orizzonte temporale consigliato, oltre il quale il mio capitale la probabilità di perdere dei soldi è zero.
Nel caso della linea verde, invece, il vantaggio di non perdere capitale avviene in tempi molto più rapidi ma se il mio orizzonte temporale è più lungo posso accedere a rendimenti più alti.
Avere una buona consapevolezza del nostro orizzonte temporale di investimento, quindi, permetterà di ottimizzare i miei investimenti.

QUARTA REGOLA: metodo e disciplina. Per preservare al meglio il proprio investimento vanno evitate reazioni emotive

“Bisogna avere paura quando gli altri sono avidi e avere coraggio quando gli altri hanno paura”.

Questa frase di Warren Buffett esprime quanto sia importante il metodo della disciplina per avere successo negli investimenti finanziari. Per fare questo, bisogna imparare a controllare e dominare le nostre emozioni, poiché esse complicano i processi decisionali, spesso in periodi di difficoltà.
Considerando l’esperimento della moneta presentato nella regola 3; quanto sareste in grado di resistere allo stress?

Nella condizione “A” 1000 lanci, avere metodo e disciplina significa fare tutti e 1000 i lanci. Anche se dopo i primi 100 siamo in perdita. Come abbiamo detto precedentemente, alla base ci deve essere la chiara consapevolezza che alla fine dei 1000 lanci i risultati saranno in linea con i risultati attesi in partenza. È chiaro, quindi, che la paura di perdere soldi fa effettivamente perdere soldi.

investimento lungo o breve periodo
Osserviamo ora questo secondo grafico. Nella parte destra si può notare come nel breve periodo si possano perdere soldi mentre a sinistra il lungo periodo di investimento recupera la perdita iniziale. Le fluttuazioni di mercato nel lungo periodo saranno maggiori, ma proprio per questo, a lungo andare avremo un risultato positivo.

Avere metodo e disciplina significa anche, una volta pianificato i possibili scenari di investimento, comportarsi ed operare come da copione, per non commettere errori fuori dal programma.

Una volta stilata una pianificazione e assunta la consapevolezza dei nostri obiettivi di investimento, occorre come dice l’economista Benjamin Graham rimanere indifferenti rispetto alle fluttuazioni di mercato poiché sappiamo che fanno parte del piano di investimento a lungo termine. Ciò vuol dire che se il nostro investimento oggi oscilla intorno a 100, magari fra 10 anni oscillerà intorno a 200.

Quindi ricordiamoci “La paura di perdere soldi fa perdere soldi”!

Alle prossime regole.

Fedora.

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