16 Dicembre 2022

È possibile investire consapevolmente e gestire con serenità i propri risparmi?

Certo che sì!

Vuol dire avere maggiore consapevolezza rispetto alle nostre scelte di investimento e per farlo ci sono 10 passi da seguire o meglio 10 processi che si possono intraprendere.

Oggi vi spiegherò le prime due regole.

Non mi prendo il merito di questi dieci consigli, ma vi dico già che sono le 10 regole che consiglia Ruggero Bertelli: professore associato di Economia degli Intermediari Finanziari all’Università di Siena dove insegna Gestione del Rischio di Credito. Ruggero Bertelli è autore di numerose pubblicazioni su tematiche di analisi finanziaria e gestione di portafoglio.

Passiamo ora ai 10 consigli del buon investitore.

 

PRIMA REGOLA: idee chiare sugli obiettivi da raggiungere, pianifica oggi per il tuo domani!

Ovvero chiunque si approccia ad un investimento dovrebbe chiedersi prima di tutto quali sono le priorità/obiettivi che vuole perseguire con il suo denaro, quindi definire quali sono le risorse da destinare a questi obiettivi e quanto tempo ha a disposizione per raggiungere tali obiettivi.

Determinare gli obiettivi finanziari richiede un processo di analisi della situazione economica e patrimoniale individuale e della famiglia, quindi una riflessione sulla capacità di risparmio che si ha rispetto le proprie entrate personali.

Solo dopo aver determinato risorse, vincoli ed obiettivi si può andare a valutare attentamente su quali particolari asset class prendere posizioni.

 

Quindi la domanda chiave è: “I soldi sono un fine o un mezzo”?

 

I soldi sono un mezzo! I Soldi ci permettono di raggiungere degli obiettivi, Bertelli prende ad esempio Paperon De Paperoni e dice: “Con i soldi bisogna comprare una piscina, non fare il bagno nei soldi”. Il senso di questa frase è: il denaro ci serve per uno scopo chiaro nella vita, non per il puro piacere di accantonarlo.

Inoltre, se abbiamo chiaro l’obiettivo e le priorità per raggiungere l’obiettivo non ci faremmo distratte da altri eventi esterni. Ad esempio quando dobbiamo preparaci per una maratona, metteremmo tutte le nostre energie in questo obiettivo, ci alleneremo con costanza e metodo fino ad giorno della maratona. Non ci alleneremo solo quando c’è bel tempo, ma anche quando siamo stanchi e fuori piove, e così è per gli investimenti, non dobbiamo farci distrarre dal brutto tempo, perché sappiamo dove stiamo programmando di andare.

Richard H. Thaler è un economista statunitense, noto per i suoi studi e il suo contributo all’economia comportamentale e vincitore del premio Nobel per l’economia nel 2017.

Richard H. Thaler ci insegna attraverso la “Contabilità Mentale” ad essere disciplinati ed avere metodo negli investimenti, ovvero ci spiega come individuare i nostri obiettivi e ci spiega il metodo per raggiungere questi obiettivi.

Alla base della contabilità mentale c’è la divisione delle nostre risorse in “conti diversi”, ciascun conto è soggetto a valutazione separate.

La contabilità mentale è l’organizzazione cognitiva, assolutamente soggettiva, del proprio denaro. È il modo in cui il cervello, consapevolmente o inconsapevolmente, considera i soldi in modo diverso a seconda della provenienza o dell’uso a cui sono destinati.

Potresti avere un conto per uscire a divertirti, un conto per le necessità primarie come cibo e affitto o ancora, un conto per un hobby costoso. Di fatto, tutte quelle volte in cui hai giustificato lo spendere di più, ad esempio per mangiare in un ristorante costoso invece di recarti a fare la spesa nel negozio di alimentari, hai praticato la contabilità mentale.

La contabilità mentale è “dare un nome ai soldi”, come faceva la nostra bisnonna. La nostra bisnonna usava il barattolo per conservare i soldi per l’affitto, il barattolo del cibo e il barattolo del divertimento. Cosa succedeva quando finivano i soldi nel barattolo del “divertimento”, beh semplicemente finiva il divertimento. Ovvero METODO: barattoli diversi e DISCIPLINA: finiti i soldi di quel barattolo non si intaccavano le risorse negli altri barattoli.

Concludendo…. la prima regola ci insegna che: “Un investimento di successo è un investimento che viene attentamente pianificato, un investimento di successo è un investimento in cui sono chiari gli obiettivi da raggiungere, se abbiamo chiari gli obiettivi da raggiungere raggiungeremo quegli obiettivi con successo!”

 

SECONDA REGOLA: mantieni la rotta. Dobbiamo sapere in quale direzione vogliamo andare.

L’emotività nelle scelte di investimento è cattiva consigliera, soprattutto nei momenti più complessi, e ci può portare ad assumere comportamenti non corretti e non coerenti con i nostri obiettivi e con il nostro profilo di investitore.

Quando facciamo un investimento non stiamo facendo una scommessa, ma stiamo pianificando il nostro futuro. Una scommessa è sempre concentrata, ha due possibili risultati: o vinci o perdi.

Un investimento è sempre diversificato. La diversificazione è l’asset allocation strategica con cui costruiamo il nostro portafoglio per raggiungere i nostri obiettivi.

L’asset allocation strategica altro non è che la diversificazione tra azioni e obbligazioni che scegliamo per raggiungere i nostri obiettivi. L’asset allocation strategica è come “costruiamo la nave” che ci consente di effettuare il nostro viaggio per raggiungere i nostri obiettivi.

L’ asset allocation strategica non dipende dal momento del mercato corrente, ma dai nostri obiettivi di investimento, dall’orizzonte temporale per raggiungere i nostri obiettivi e dal nostro profilo di rischio. Possiamo avere più obiettivi da raggiungere e quindi più asset allocation, ovvero più insiemi da attività finanziarie.

Qual è l’asset allocation ideale? Esiste una regola per scegliere la quantità di azioni e obbligazioni da inserire nella nostra strategia, si chiama “La regola del 100 meno il numero di anni”.

Una delle regole, se volete tener presente per l’asset allocation di portafoglio è quella di sottrarre da 100 il numero dei nostri anni e destinare questa percentuale in azioni. Facciamo un esempio pratico.
In base a questa regola, a 20 anni il nostro portafoglio dovrebbe essere composto dall’80% di azioni e dal 20% di obbligazioni. E quando andremo in pensione a 65 anni avremmo il 35% di azioni e il 65% di obbligazioni.

Sono consapevole che l’esempio appena mostrato presenta alcune limitazioni.

Dopotutto, l’età non è l’unico fattore determinante nell’asset allocation strategica di un portafoglio. Altri fattori sono il reddito, l’aspettativa di vita e la tolleranza al rischio.
Il punto che voglio sottolineare in realtà è un altro: investire con un’ottica di lungo periodo, mantenendo nel tempo l’asset allocation che abbiamo deciso ed includere una quota di azioni in portafoglio contribuisce alla crescita dei nostri risparmi.

Uno studio molto famoso a firma di Ibbotson e Kaplan apparso sul Financial Analyst Journal a gennaio del 2001 ha dimostrato che dall’asset allocation strategica “dipende” circa il 90% delle performance ottenute da un portafoglio nel lungo periodo.

Ne consegue che il market timing (l’entrare o uscire dal mercato inseguendo i massimi) e lo stock picking (ossia la scelta dei titoli migliori) rappresentano, insieme, solo il 10% dei guadagni complessivi di un portafoglio.
La ragione è piuttosto semplice. Come chiarisce Chris Menon, analista di Morningstar, “anticipare i movimenti di mercato è difficilissimo e nel tentativo di evitare i giorni peggiori si perdono quasi sempre anche quelli migliori”.
Purtroppo se si perdono i giorni più redditizi, in un dato periodo, la performance complessiva del portafoglio decade in modo evidente. Poiché tali giorni fortunati non sono consecutivi, né prevedibili, cercare di anticipare i punti di svolta dei mercati è davvero complesso, se non impossibile.
Concludendo….. la seconda regola ci insegna: “Una volta individuata la nostra personale asset allocation, dobbiamo mantenerla!”.

Nei prossimi articoli tratteremo le restanti 8 regole del buon investitore.

Con questo articolo: io e i miei colleghi ci prendiamo una pausa natalizia dallo scrivere, ci risentiremo con le restanti 8 regole e con altre informazioni su economia e finanza dal 14 gennaio 2023.

Buon Natale e Buone Feste, a presto!

Fedora

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