27 Gennaio 2022

In questi giorni con molti di voi mi sono intrattenuta a parlare della volatilità del mercato di questo inizio anno.

Molti di voi li ho raggiunti al telefono, altri li ho visti di persona, ma oggi vi vorrei scrivere per raggiungere tutti quelli che in questi 20 giorni non sono riuscita a sentire personalmente.

Vediamo cosa è successo sul mercato:

  1. La FED dà indicazioni di un possibile aumento dei tassi di interesse Usa a partire da marzo, visto il balzo dell’inflazione Usa al 7% sui massimi degli ultimi 40 anni, questo rialzo dei tassi lo si aspettava a giugno. Secondo il consensum degli analisti sono attesi almeno quattro rialzi dei tassi nel corso del 2022. La Fed ha anche paventando l’inizio del cosiddetto Quantitative Tightening ovvero non reinvestirà i capitali derivanti dalla scadenza dei titoli in suo possesso. Gli analisti hanno detto però che i mercati hanno già assorbito questa notizia.
  2. La Bce prosegue nella sua politica accomodante ma lascia intravedere possibili cambiamenti qualora l’inflazione dovesse mostrarsi molto meno transitoria di quanto si prevede, oggi in Europa l’inflazione è salita al 5%.
  3. In Cina la People Bank of China abbassa i tassi di interesse di fronte al rallentamento della sua economia. Il Fondo monetario internazionale prevede per la Cina un Pil in rialzo del 4,8% nel 2022 e del 5,2% nel 2023, previsioni in ribasso rispettivamente di 0,8 e 0,1 punti percentuali rispetto a tre mesi fa.
  4. l’esplosione del prezzo delle materie prime
  5. A preoccupare gli investitori nelle giornate scorse sono state le crescenti tensioni tra Russia e Ucraina. Ieri sera, in un vertice dei principali Paesi Nato il presidente Usa Biden si è detto pronto a schierare nuove truppe nei paesi dell’est Europa per dissuadere un eventuale tentativo della Russia di invadere Kiev.
  6. In Italia tengono banco le elezioni del presidente della Repubblica, dopo la fumata nera nella prima giornata di voto in cui hanno prevalso le schede bianche. Non è stata trovata ancora un’intesa tra i partiti verso una rosa di candidati su cui convergere.

C’è però una notizia positiva:

  1. La Pandemia sta finendo. Lo ha detto qualche giorno fa uno dei massimi responsabili dell’OMS, David Nabarro, massimo esperto dell’OMS per il Covid-19, anche grazie ad Omicron. Lo ha affermato guardando l’evoluzione dell’epidemia in Gran Bretagna. Ha parlato di fine della pandemia a portata di mano, anche se ancora ci vorrà tempo, l’obiettivo a cui i virologi puntano è una situazione in cui questo virus è presente ma la vita è organizzata in modo che non venga interrotta.

Ma quanto durerà questa “volatilità”?

Sappiamo bene che la volatilità ha sempre un effetto destabilizzante sulla maggior parte di noi risparmiatori nonostante tutti i buoni propositi fatti al momento dell’investimento.

Volatilità che in questo momento arriva anche nel più tranquillo mercato obbligazionario con il Bund Tedesco che torna al rendimento zero dopo circa tre anni sott’acqua.

Ciò che è certo è che indovinare quello che accadrà sui vari mercati è materia più da maghi che da economisti o analisti finanziari. Basti guardare la tabella sottostante, che riportano le performance dei vari indici da inizio anno e a 3,5 e 10 anni.

Non soffermiamoci solo nel breve:

  1. L’indice tecnologico Nasdaq da inizio anno (YTD) ha registrato -11%
  2. L’indice americano S&P500 da inizio anno (YTD) ha registrato -8%
  3. L’indice mondiale MSCI World in dollari da inizio anno (YTD) ha registrato -6,8%
  4. L’indice europeo Euro Stoxx50 da inizio anno (YTD) ha registrato -5,81%
  5. L’indice asiatico MSCI China in dollari da inizio anno (YTD) ha registrato -2,56%

Ma se guardiamo, un po’ oltre a questi 25 giorni restando sempre nel breve/medio termine, a tre anni dal 25/1/2019 al 24/1/2022:

  1. L’indice tecnologico Nasdaq ha registrato +119,90%
  2. L’indice americano S&P500 ha registrato +74,77%
  3. L’indice mondiale MSCI World in dollari ha registrato +60,06%
  4. L’indice europeo Euro Stoxx50 ha registrato +40,54%
  5. L’indice asiatico MSCI China in dollari ha registrato +81,40%


Se guardiamo nel medio periodo, ovvero a 5 anni dal 25/1/2017 al 24/1/2022, qui se ben ricordate abbiamo dentro il 2018 con la “guerra commerciale” tra il presidente USA Trump e la Cina:

  1. L’indice tecnologico Nasdaq ha registrato +177,22%
  2. L’indice americano S&P500 ha registrato +98,30%
  3. L’indice mondiale MSCI World in dollari ha registrato +74,76%
  4. L’indice europeo Euro Stoxx50 ha registrato +42,44%
  5. L’indice asiatico MSCI China in dollari ha registrato +67,66%

Se guardiamo a lungo periodo, a 10 anni, dal 25/1/2012 al 24/1/2022:
L’indice tecnologico Nasdaq da inizio anno (YTD) ha registrato +630,18%
L’indice americano S&P500 da inizio anno (YTD) ha registrato +353,04%
L’indice mondiale MSCI World in dollari da inizio anno (YTD) ha registrato +237,80%
L’indice europeo Euro Stoxx50 da inizio anno (YTD) ha registrato +129,59%
L’indice asiatico MSCI China abbiamo i dati dal 2015

 

Quindi torniamo alla domanda che ci siamo posti prima: come navigare la volatilità che ha travolto i mercati di questo inizio 2022?

Chiedo aiuto al prof Ruggero Bertelli (Università di Siena), esperto di finanza comportamentale:

“La volatilità dei mercati è perfettamente normale, quindi non entriamo in modalità ‘perdita’, non stiamo perdendo nulla in realtà, soprattutto se siamo investiti da qualche tempo e questo tempo ci ha senz’altro regalato rendimenti interessanti. Situazioni come queste nascondono opportunità. Massima serenità, quindi, verso mercati che fanno il loro mestiere, cioè oscillano e tentennano mentre salgono nel tempo“.

Quello che posso aggiungere io, che sono custode dei vostri risparmi e conosco la pianificazione e gli obiettivi che ci siamo dati, è:” Abbiamo riservato una parte di patrimonio alla così detta “RISERVA”, quella parte di patrimonio che ora sta performano il 2%-2,5%, e che a seconda della propensione al rischio di ognuno di voi e alla pianificazione è il 30% o 40% del patrimonio totale. Questa RISERVA è pronta per gli imprevisti che ci possono accadere. Ecco, quindi, che se in questo momento di volatilità capitano degli imprevisti sappiamo dove andare a prendere questa liquidità, per il resto del patrimonio, numeri visti sopra, il tempo potrà solo fare crescere i nostri risparmi.”

L’insegnamento/consiglio è sempre quello, non lasciarsi guidare dalla paura ma seguire il piano di investimento stilato all’inizio e confidare nella storica capacità dei mercati di premiare l’investimento a lungo termine, unico baluardo contro la volatilità a breve termine.

Buona giornata.
Fedora

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