8 Dicembre 2023

Come assicurazioni e fondi pensione sono diventati i più grandi investitori del mondo?

L’assicurazione è il luogo in cui rischi e incertezze della vita quotidiana incontrano rischi e incertezze della finanza… Gli investitori istituzionali che oggi dominano i mercati finanziari sono senza dubbio le compagnie di assicurazione e i fondi pensione… ma come è successo? Dalla creazione dello Scottish Ministers Widows’ fund numerosi altri fondi furono creati in Gran Bretagna in pochi decenni.

Nel 1815 il principio dell’assicurazione era così diffuso che Chiunque poteva assicurarsi, anche scrittori (non di certo famosi per lungimiranza finanziaria) e perfino chi aveva l’altissima probabilità di lasciare la pelle in battaglia… come i militari. La probabilità di un soldato di morire a Waterloo era di 1 a 4, ma con l’assicurazione almeno vi era la consolazione di sapere che la famiglia orfana non sarebbe finita in mezzo alla strada.

A metà 800 essere assicurato era una “prova” di rispettabilità, come andare a messa la domenica.

Come aveva intuito Robert Wallace, prima che la teoria delle probabilità fosse scoperta, più persone contribuivano al fondo, più era facile prevedere i premi da sborsare (con precisione particolarmente alta). Ricorrendo ai principi dello Scottish Ministers Widows’ fund non si può prevedere ovviamente la data precisa del decesso di nessuno, ma si può calcolare l’attesa di vita di un numeroso gruppo di persone.

Oltre però a sapere quanto a lungo vivrà la media dei sottoscrittori, l’assicurazione necessita anche di sapere come investire il fondo: titoli obbligazionari o azioni? Sicurezza o rendimento? Non esistendo la teoria delle probabilità le compagnie erano praticamente giocatrici d’azzardo: ma ancora oggi le probabilità sono allocate contro chi sottoscrive le polizze, appunto come accade nel gioco d’azzardo.
La maggior parte delle persone preferisce una scommessa con il 100% di una piccola perdita (il costo dell’assicurazione) e una piccola probabilità di grossa vincita (rimborso in caso di sinistro), rispetto al 100 % di piccolo guadagno (non pagare un’assicurazione) e l’incerta probabilità di una grossa perdita (nessun rimborso in caso di sinistro); sono note le assicurazioni milionarie di sportivi, attori e musicisti, che hanno assicurato singole parti del corpo, che hanno dato loro fortuna, in nome della “sicurezza” a lungo termine (“just in case”).

Da un fondo nato per dare sostentamento alle vedove di qualche centinaio di sacerdoti, le compagnie e i fondi si svilupparono fino a diventare le società che conosciamo oggi (anche grazie al marketing e a campagne pubblicitarie che hanno lasciato il segno nella storia del settore finanziario).

 

 

Dopo la Seconda guerra mondiale fu permesso alle compagnie assicurative, per la prima volta, di investire nei mercati azionari e in brevissimo tempo le compagnie divennero padrone incontrastate del mercato inglese, con il i 30% delle proprietà già a metà degli anni 50.
La sola Scottish Window gestisce più di 100 miliardi di sterline. I premi assicurativi sono cresciuti dal 2% dei primi del 1900 a circa il 10% di oggi.

Una curiosità: come mai i britannici, che abitano in un’isola che non subisce mai eventi naturali estremi (non si trova su una faglia, non subisce uragani o terremoti come ad esempio gli Stati Uniti) e che ha una storia con una stabilità a dir poco miracolosa, sono il popolo più assicurato del mondo? (il triplo degli americani e il doppio dei tedeschi, ad esempio).

La risposta si trova nell’ascesa e nella caduta dello stato Sociale, una forma alternativa di protezione, ma di questo parleremo in un’altra puntata…

Con questo articolo io e i miei colleghi ci prendiamo una pausa natalizia dallo scrivere, ci risentiremo dal 13 gennaio 2024.

Buon Natale e Buone Feste, a presto!

Fedora

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