28 Settembre 2023

Negli articoli precedenti abbiamo analizzato i principali bias cognitivi ed emozionali, per dare la possibilità a noi investitori di riconoscerli e superarli, cercando quindi di cambiare i nostri modelli mentali.

Ci soffermiamo ora su un argomento di assoluta attualità: l’euro digitale, che rappresenta un passo necessario per assicurare che il nostro sistema monetario sia preparato a un futuro digitale.

La Banca Centrale Europea sta studiando insieme alle banche centrali nazionali dei paesi dell’area euro la possibilità di introdurre un euro digitale.

 

 

È stata presentata a giugno 2023 una proposta legislativa che istituisce il quadro giuridico per l’euro digitale accanto al contante in euro.

Se approvato da Parlamento e dal Consiglio europeo, sarà Bce a decidere se e quando emettere l’euro digitale, probabilmente non prima del 2028.

Essa andrebbe ad affiancare le banconote e le monete, ampliando la scelta delle persone su come pagare.
Ma non si tratta di una criptovaluta. A differenza delle criptovalute, infatti, l’euro digitale sarà emesso dalla Banca Centrale e la quale garantirà che sia sicuro e che mantenga un valore stabile.
Le funzionalità includeranno la conversione del contante in euro digitale e viceversa.
L’euro digitale ha diversi obiettivi:

  1. garantire che le persone abbiano accesso a una forma pubblica di moneta digitale per i pagamenti, accessibile e accettata ovunque nell’area dell’euro, indipendentemente dalla banca di cui si è clienti;
  2.  garantire lo stesso livello di privacy del contante e che sia accessibile anche ai cittadini senza conto bancario;
  3. promuovere l’innovazione nei pagamenti al dettaglio;
  4. è una valuta identica all’euro fisico per valore: 1 euro digitale ha lo stesso valore della moneta circolante. La certezza del valore mette al riparo l’euro digitale dalla volatilità tipica delle criptovalute che mancano di un valore intrinseco e fluttuano a seconda di domanda e offerta.

L’introduzione di questa valuta non deve influire sui mercati, ovvero non deve avere conseguenze negative per il settore finanziario. Per due ragioni:

  • l’Euro Digitale deve essere soprattutto un mezzo di pagamento e non uno strumento di investimento;
  • nella sua gestione saranno coinvolti intermediari sottoposti a vigilanza.

Secondo il progetto di Christine Lagarde, presidente della BCE, l’euro digitale ha una valenza interpolitica capace di determinare un cambiamento sociale.

A che punto siamo?
Beh ci siamo quasi! La fase istruttoria è iniziata a ottobre 2021 e dovrebbe concludersi circa due anni dopo, a ottobre 2023. Dopo la fase di istruttoria ci saranno le sperimentazioni pratiche di test che potrebbero durare anche due o tre anni.

Non siamo però il primo paese a fare una tale sperimentazione.
E’ già alla fase di test la Russia con il suo Rublo Digitale. Basato sulla tecnologia blockchain. L’obiettivo dichiarato è quello di limitare l’impatto delle sanzioni imposte dalla comunità internazionale per l’intervento militare in Ucraina.
Si tratta di una delle alternative al sistema di pagamenti globali Swift dal quale le banche russe sono state in gran parte bandite.

La Russia compie progressi significativi verso l’introduzione del rublo digitale, questa ha già avviato la fase di test e tredici banche sono già interessate, 600 i cittadini che potranno effettuare pagamenti in 30 punti vendita di 11 città, molto più avanti rispetto la cara e vecchia Europa.

Buona giornata.

Fedora

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