20 Ottobre 2022

Buongiorno e ben ritrovati, oggi vi parlo di TFR e lo faccio tramite l’esperienza che ho fatto qualche giorno fa con Riccardo.

Qualche giorno fa sono stata a trovare Riccardo. Lui è un dipendente a tempo indeterminato di 45 anni in una azienda informatica della bassa veronese.

Riccardo mi chiama con una specifica esigenza: “Cosa è meglio fare con il TFR? Lo lascio in azienda o lo verso su un fondo pensione?”.

Caro, Riccardo, quando si parla di TFR, la maggior parte dei lavoratori sceglie di mantenerlo in azienda o peggio ancora di non interessarsene. 

Sicuramente la materia è complessa e necessiterebbe di una adeguata informazione inoltre,  il datore di lavoro, non sempre ha la possibilità di affiancare ai propri dipendenti un consulente in questa scelta.
Scelta che non va presa a cuor leggero, perché optare per una soluzione piuttosto che per l’altra può fare davvero la differenza.

Ma facciamo un passo indietro e spieghiamo che cos’è il TFR.

Il TFR, Trattamento di Fine Rapporto, è l’equivalente di uno stipendio all’anno, che viene accantonato dal datore di lavoro o può essere destinato ad un fondo pensione. Questo accantonamento altro non è che una cifra in denaro che serve a costituire la previdenza complementare del lavoratore e dovrebbe aggiungersi alla pensione INPS una volta che abbiamo terminato di lavorare. 

Caro Riccardo, ogni lavoratore ha tempo 6 mesi, a partire dalla data in cui è stato assunto, per decidere se lasciare il TFR in azienda o versarlo in un fondo pensione. Nel caso in cui il lavoratore abbia deciso per lasciarlo in l’azienda, è bene sapere che può poi in qualsiasi momento decidere di cambiare idea e destinare il TFR ad una forma di previdenza complementare.
Per compiere una scelta consapevole, è importante capire cosa accade al TFR una volta operata la scelta, in termini di:

  1. tassazione del capitale accantonato
  2. rivalutazione e rendimento del capitale investito
  3. tassazione della rivalutazione del capitale accantonato;

Come prima opzione analizziamo la tassazione del capitale accantonato.

Gli accantonamenti del TFR che anno dopo anno vengono lasciati in azienda, non vengono tassati nell’anno in cui sono stati conteggiati. Le imposte vengono conteggiate e applicate soltanto quando il lavoratore riceverà l’intero TFR accantonato, sotto forma di liquidazione, al termine del rapporto di lavoro. A quel punto il TFR sarà sottoposto alla cosiddetta tassazione separata”.
Per farsi un’idea, la tassazione minima è pari al 23%, ma stiamo parlando del solo capitale accantonato.

Nel fondo pensione invece le prestazioni finali per i lavoratori del settore privato, sia in forma di rendita che di capitale, vengono tassate con un’aliquota del 15% che si riduce dello 0,30% all’anno per ogni anno di permanenza nel fondo pensione oltre il quindicesimo, fino ad un’aliquota minima del 9%.

Per fare un esempio:

Come seconda caratteristica analizziamo la rivalutazione e il rendimento del capitale investito. Il TFR lasciato in azienda viene rivalutato al tasso dell’1,5% + 75% del tasso di inflazione al dicembre dell’anno precedente, dunque in misura prestabilita.

Decidendo di versare il proprio TFR alla previdenza complementare, il lavoratore accede alla grande opportunità di partecipare al rialzo dei mercati finanziari e godere di delle potenzialità di crescita del mercato dei capitali. Per avere un’idea più completa dei rendimenti generati dai fondi pensione nell’ultimo decennio, ti invito, caro Riccardo,  ad andare sul sito della COVIP in questa sezione: https://www.covip.it/per-gli-operatori/fondi-pensione/costi-e-rendimenti-dei-fondi-pensione/elenco-dei-rendimenti

Come terza caratteristica analizziamo la tassazione della rivalutazione del capitale accantonato.

La tassazione della rivalutazione del TFR lasciato in azienda è soggetta a imposta sostitutiva pari al 17% da versare annualmente allo Stato, per cui il lavoratore riceverà al termine del rapporto di lavoro la rivalutazione netta a cui saranno già state sottratte le imposte anno su anno. Si ricorda che “La misura si applica alle rivalutazioni decorrenti dal 1° gennaio 2015; in precedenza, l’imposta era pari all’11%”.

I rendimenti del Fondo Pensione invece subiscono un prelievo fiscale tramite tassazione sostitutiva pari al 12,5% sui rendimenti da Titoli di Stato e al 20% sui rendimenti da altri impieghi (contro il 26% di tutti gli altri investimenti) questo prelievo è fatto direttamente dal fondo annualmente.

Ma c’è sicuramente un altro vantaggio, Riccardo, che conosci molto bene: per chi desidera accantonare dei versamenti volontari oltre al TFR i versamenti sono deducibili dal reddito nella misura massima di 5.164,57 euro l’anno. Osserviamo l’esempio qui sotto:

Come ho già detto, caro Riccardo, non è mai tardi per aderire ad un fondo pensione, anche ora, che sei da diverso tempo dipendente dell’ azienda per cui lavori.

Inoltre, dopo questa chiacchierata, sarai in grado di prendere la decisione migliore per il tuo futuro, con maggiore consapevolezza e serenità.

E tu, il tuo TFR dove lo stai accantonando?

Buona giornata e buona colazione.

Fedora.

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