16 Febbraio 2023

Siate dei giardinieri, investite le vostre energie e i vostri talenti in modo che qualsiasi cosa fate duri una vita intera o persino più a lungo”
diceva Sergio Marchionne

 

  • SETTIMA REGOLA: alla lunga vince il toro.
    Chi ha tempo cerchi valore, rispettando i propri soldi con disciplina e rigore.

Questa, secondo il prof. Bertelli, è un’altra regola d’oro da comprendere bene e fare propria.

E’ una regola che si basa sullo studio del comportamento delle azioni nel tempo e uno dei maggiori studiosi di questo argomento è stato l’americano Jeremy J. Siegel, che nel suo libro intitolato “Stocks for the long run” (Azioni per il lungo periodo), mette a confronto dal 1802 in poi azioni, obbligazioni, investimenti a breve termine, oro e l’investimento nella valuta americana ovvero il dollaro.

Lo studio rivela che le azioni, nel lungo periodo, generano rendimenti molto più alti di qualunque altra forma di investimento anche se sono caratterizzate da periodiche fasi di correzione.

Come possiamo vedere nel grafico qui sotto, ad ogni fase di correzione, corrisponde una fase più ampia di crescita. Il risultato di questo andamento è il prodotto di un rendimento a lungo termine che è il doppio rispetto a un investimento in obbligazioni.

 

Perché le azioni hanno rendimenti maggiori di altri strumenti di investimento? Qual è il loro segreto?

Le azioni rappresentano il prodotto interno lordo del paese o meglio rappresentano la capacità dell’economia di generare prodotto interno lordo, in quanto le azioni rappresentano le quote della proprietà di una società per azioni.

Se consideriamo l’andamento di lungo termine del prodotto interno lordo americano in termini nominali (quindi compresa l’inflazione) e lo confrontiamo con l’indice S&P500 (ovvero l’insieme delle 500 più grandi imprese americane), possiamo osservare che esiste un andamento o un “trend” di fondo che conduce il mercato a salire.

 

Ovviamente la volatilità è sempre presente ma, con il trascorrere degli anni, il mercato tende progressivamente a salire, anche in termini nominali, cioè proteggendo l’investimento dall’inflazione.

La cosa interessante è che la stessa cosa accade anche per i paesi emergenti.

 

La linea blu rappresenta le previsioni del Fondo Monetario Internazionale del PIL dei paesi emergenti. Confrontata con l’indice azionario dei paesi emergenti (linea arancione), seppure con molta volatilità, dimostra come le azioni vengono portate verso l’alto dalla forza dell’economia.

Quindi il segreto della forza delle azioni è che la forza dell’economia determina la crescita di lungo termine delle azioni e determina il fatto che le azioni proteggono dal rischio dell’inflazione.

 

Osserviamo questa tabella che racchiude tre diverse scelte di investimento a vent’anni dal 1925 ad oggi: un investimento in liquidità sul conto (cash), uno in obbligazionario (bonds) e l’ultimo in azionario americano (stocks).
Il primo investimento è stato fatto nel dicembre del 1925 ed è scaduto dopo 20 anni e così via tutti i mesi. Investimenti che tecnicamente si chiamano rolling ovvero ogni mese nasce un investimento di vent’anni.

 

È possibile osservare nel grafico che il rendimento medio è del 3,39% per il CASH; 5,11% BONDS; 10,20% STOCKS. Risulta che le azioni hanno mediamente reso di più delle obbligazioni e del denaro.

Guardando l’ultima colonna si vede anche come la volatilità di breve periodo (un anno) dei tre investimenti sia molto diversa l’una dall’altra.

E’ dunque chiaro che nel breve periodo il rischio azionario è decisamente maggiore del rischio obbligazionario o della liquidità sul conto, ma questo cambia se si guarda il lungo termine.

Anche investire in un determinato momento più o meno fortunato però ha le sue ripercussioni sul rendimento.

Se volessimo quindi considerare gli investitori più sfortunati (terza colonna), che hanno investito proprio nei tre giorni peggiori conseguendo perciò i tre peggiori risultati, avremo che:

chi ha comprato monetario nel gennaio del 31 avrà conseguito un rendimento medio annuo dello 0,421% quando la media ha fatto 3,39%

chi ha comprato obbligazioni nel maggio del 1950 avrà avuto un rendimento dello 0,46% medio annuo

chi ha comprato azionario nell’agosto del 1929 avrà conseguito un rendimento dell’1,89% medio annuo

Comparandolo scopriamo che anche il più sfortunato azionista ha avuto un rendimento pari a tre/quattro volte quello del più sfortunato che ha comprato obbligazioni.

 

Cosa succede se consideriamo l’inflazione?

La considerazione della variabile “inflazione” è molto importante perché ci fa capire l’ammontare del guadagno effettivo dell’operazione di investimento. Infatti, se l’inflazione è più alta del rendimento che abbiamo ottenuto, abbiamo perso dei soldi.
I “rendimenti reali”, ovvero il rendimento nominale al netto dell’inflazione, sono ciò che ci resta in mano effettivamente alla fine dell’operazione.

La storia insegna che solo l’investitore azionista, anche il più sfortunato, è riuscito a difendere il proprio patrimonio dall’inflazione indipendentemente dalla data di ingresso nel mercato azionario. Negli altri due casi solo i più fortunati hanno perseguito questo risultato.

Perciò le azioni nel lungo periodo sono veramente imbattibili.

 

  • OTTAVA REGOLA: non fermarti davanti agli scogli.
    I piani di accumulo aiutano a perseguire gli obiettivi di investimento con metodo e sistematicità

Passo dopo passo. Non conosco altra maniera per raggiungere i successi”
dice Michael Jordan

È possibile applicare lo stesso principio ai nostri investimenti finanziari? Come raggiungere passo dopo passo i nostri obiettivi?

L’economista ed imprenditore statunitense Benjamin Graham definisce l’operazione di investimento come un’operazione che promette rimborso del capitale ed un soddisfacente rendimento.

Investire e speculare sono due cose completamente opposte. L’investitore è colui che attende pazientemente e segue un piano ben stabilito. Capita spesso però che in momenti di elevata volatilità le emozioni possano prendere il sopravvento.

Secondo Graham allora è bene dotarsi di “armi mentali” che rendano immuni rispetto alle condizioni di mercato. Operare con prudenza, rimanere indifferenti rispetto alle fluttuazioni di mercato, attuare strategie precise possono salvare il rendimento del nostro portafoglio.
Queste strategie sono chiamate dallo statunitense come “formula investment” e fondano sull’assunto che esistano comportamenti automatici atti a frenare le emozioni.
La più nota è il “Dollar cost averaging” ossia il progressivo investimento periodico di un importo predeterminato. È chiamato anche “piano di accumulo” (PAC).

 

Osserviamo questa tabella che riporta (con andamenti fittizi per scopi didattici) l’esempio di un mercato azionario molto volatile. Il prezzo di questo fondo Comune di investimento infatti subisce oscillazioni estreme.

Investendo 1.000 € al mese si acquistano 100 quote il primo mese, 200 quote il secondo perché il prezzo è 5 ovvero la metà, 90,91 il terzo e così via. Il prezzo medio di carico delle quote è dato dalla media ponderata dei prezzi di mercato. Ponderata per le quantità che abbiamo acquistato.
Vengono riportate nell’ultima colonna in rosa tutte le volte nel quale il prezzo di carico risulta superiore al prezzo di mercato e con un colore verde tutte le volte nelle quali il prezzo medio di calcolo risulta inferiore al prezzo di mercato.
Nei primi 12 mesi i due colori si alternano, dopo 12 mesi però predomina il colore verde perché il prezzo medio di carico si mantiene stabilmente inferiore al prezzo di mercato. Da quel punto in poi non perdiamo più soldi anche se i mercati azionari sono fortemente volatili.
Ovviamente se il mercato sale guadagniamo di più, mentre quando il mercato scende guadagniamo di meno ma restiamo in una condizione di protezione del nostro investimento.

Nell’agosto del 2019 il dottor Bertelli ha pubblicato sul Sole 24ore un questionario dedicato all’investimento di lungo termine con il seguente quesito:

Quale di queste regole di comportamento suggeriresti a tuo figlio che ha appena iniziato a lavorare?:

  1.  Calcola il tuo reddito annuale decidi quanto consumare e cerca di investire al meglio quel poco che rimane
  2.  Calcola il tuo reddito annuale definisci quanto devi risparmiare ogni mese e consuma con intelligenza quello che rimane
  3. Decidi quanto devi consumare per essere felice utilizza tutto il tuo reddito e se non basta prendi altre risorse a prestito
  4. Risparmia tutto quello che puoi limitando al massimo le spese per i consumi

E’ chiaro che consiglieremo a nostro figlio l’opzione B. Definire quanto risparmiare è di fondamentale importanza dato che il risparmio serve per raggiungere obiettivi come la pensione, l’autonomia, l’indipendenza, la prima casa e così via. La regola appare chiara. Reddito – Risparmio = Consumo

Se si volesse risparmiare tutti i mesi, qual sarebbe la cosa più logica da fare?

Investire tutti i mesi! È importante capire che quando risparmiamo, noi lavoriamo per i soldi mentre quando facciamo un investimento, sono i soldi che lavorano per noi.
Il PAC si rivela quindi come strumento di investimento biologico naturale.

 

Questo grafico rappresenta un investimento finanziario in unica soluzione fatto nell’anno 2000 in un portafoglio di investimenti azionari molto diversificato. Il portafoglio contiene: azioni dell’area euro, azioni europee, azioni americane, azioni del Pacifico ed azioni dei paesi emergenti.
Nel tempo l’investimento cresce ma ha subito molte oscillazioni e diverse volte l’investimento ha reso meno di un investimento monetario. C’è un modo per riuscire a limitare questa sensazione di perdere dei soldi? La risposta è nel piano di accumulo.

 

Immaginiamo di investire 1.000 € al mese da fine 2000. Come si può vedere in questo caso il grafico tende a salire e tende a salire per due motivi: il primo motivo è perché siamo stati bravi, cioè abbiamo adottato la regola di Michael Jordan. Passo dopo passo abbiamo investito il nostro risparmio mensile.
Il secondo motivo è che il piano di accumulo ha consentito di abbassare il costo medio di carico e per questo ad un certo punto superiamo il capitale investito e non torniamo più indietro.

Per questo motivo chi non ha un piano di accumulo è ora che lo faccia!
Nel prossimo appuntamento analizzeremo le ultime due regole, rimanete sintonizzati.
A presto.

Fedora

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