3 Febbraio 2023

Ben ritrovati, continuiamo oggi con il nostro percorso, intrapreso qualche articolo fa, circa il decalogo del buon investitore.

La domanda che ci eravamo posti era questa: ”È possibile investire consapevolmente e gestire con serenità i propri risparmi?” Certo che sì!

Oggi, appunto, analizzeremo la quinta e la sesta regola messe a punto dal Prof. Bertelli per essere dei buoni investitori.

Mettetevi comodi e buona lettura.

  • QUINTA REGOLA: Le correzioni di mercato sono delle opportunità per l’investitore di lungo periodo.

Quello che il Prof. Bertelli afferma è che le correzioni di mercato, i così detto drawdown (il drawdown è solitamente indicato come la percentuale tra un picco di mercato e il successivo calo) sono benvenuti, i peggiori cali di mercato sono stati sempre seguiti da rimbalzi importanti.

Vanno pertanto evitate le vendite dettate dall’emotività, piuttosto bisogna continuare a investire regolarmente anche quando i mercati scendono.

Storicamente alle correzioni hanno sempre fatto seguito importanti fasi di risalita dei corsi azionari.

La morale è molto semplice: le correzioni fanno parte del gioco e sono la cosa più normale e, permettetemi, salutare per il mercato, ora vi spiego il perché!

Il vero problema è che un investitore che continua a entrare o uscire dal mercato rischia di comprare troppo tardi perché ha paura e comunque non riuscire ad entrare sul mercato sempre per effetto della paura.

Vuol dire che la paura causata dai fallimenti del passato fa in modo che la maggior parte degli l’investitori si perda i migliori rimbalzi del mercato.

L’approccio mentale è fondamentale: quando siamo preparati alla comparsa di episodi di volatilità, siamo più inclini a reagire razionalmente e a restare concentrati sui nostri obiettivi di lungo termine.

La paura ci fa restare fuori dai mercati, ed essere fuori dai mercati ha un costo elevato in termini di rendimento complessivo, e ora vi spiego il perché!

Questo grafico mostra l’indice azionario statunitense forse più conosciuto, lo S&P 500, degli ultimi 40 anni.

le criptovalute

Dobbiamo ricordare che il mercato ha questa caratteristica: di oscillare nel tempo, ha dei momenti di calo anche profondi che poi nel tempo vengono recuperati.

Un altro modo di rappresentare questo grafico è quello del Drawdown del S&P 500.

Quali sono i rendimenti annuali? E quali sono i Drawdown, ovvero le perdite massime dell’indice azionario statunitense?

Lo vediamo in questi due interessanti grafici.

Nella storia,94 anni in totale, i rendimenti dell’indice americano sono stati perlopiù positivi, con una media attorno al 10% annua nel lungo periodo.

Ma ciò non implica che questo mercato sia stato una crescita costante e lineare.
Anche durante gli anni di maggiore crescita, ci sono stati anni con perdite intra-anno pesanti, come ad esempio il recente 2020 dove il drawdown è stato del 33.9%. Ma anche sappiamo che questo valore estremamente negativo si è poi tramutato in un rendimento positivo a fine anno del +18.0%. Quindi da questo 2020 siamo poi ancora risaliti nel 2021 con un +28,5%, per poi tornare indietro ancora nel 2022.

Ciò che sorprendere ancora di più è che 6 dei 7 giorni migliori nell’arco di questi 94 anni si sono verificati subito dopo i giorni peggiori, e che il giorno peggiore del 2020 – il 12 marzo – è stato immediatamente seguito dal secondo giorno migliore dell’intero anno, a dimostrazione del fatto che la sfera magica in finanza ha poca efficacia.

Perché le perdite sono quelle che noi facciamo se vendiamo, ma se rimaniamo investiti vediamo delle minusvalenze che possono essere successivamente compensate da delle plusvalenze.

Riassumendo, quali sono i comportamenti performanti che devo essere posti in essere?

  1. Non devo uscire dal mercato se ho minusvalenze da recuperare perché mi precludo la possibilità di recuperarle
  2. Devo investire progressivamente mentre i prezzi scendono, perché in questo modo riesco ad ABBREVIARE I TEMPI DI RECUPERO, e migliorare la performance del mio investimento

 

  • SESTA REGOLA: La volatilità fa arte del gioco, la volatilità è una parte essenziale per produrre rendimento sui mercati

“I mercati azionari oscillano, tentennano traballano mentre nel tempo salgono”, questa è una delle frasi più conosciute del Prof. Bertelli.

La volatilità non ci deve spaventare perché è normale che i mercati finanziari abbiano queste oscillazioni, perché pur continuando ad oscillare, questi oscillano a valori sempre più alti e se noi rimaniamo sempre investiti pur continuando ad oscillare, oscilleremo a valori sempre maggiori.

Il segreto è non guardare la volatilità di breve periodo, ovvero il prezzo di quella azione o obbligazione in quel preciso momento, ma guardare al suo VALORE nel tempo.

Ma perché i mercati sono così volatili?

Il motivo è che arrivano continuamente notizie, e sono sempre notizie nuove, diverse e talvolta contradditorie. Ogni settimana i giornali ci raccontano avvenimenti che accadono sul mercato e che colpiscono l’economia e la situazione presente.

Come reagiscono i mercati di fronte di queste continue informazioni?

Rispondono con ampie variazioni, poiché i mercati azionari devono “fare prezzo” tutti i giorni, siamo noi che chiediamo ai mercati di fare i prezzi tutti i giorni, quindi chiediamo tutti i giorni di scontare le informazioni che arrivano da tutto il mondo.

Quindi comprendiamo come queste notizie portino a variazioni di prezzo sui mercati.

Ma sappiamo che la volatilità è una parte centrale nella produzione del rendimento, senza volatilità non ci sarebbe rendimento, senza volatilità non ci sarebbe credibilità dei mercati, i mercati non sarebbero attenti a quello che avviene, e nel tempo avviene che l’economia cresce e se cresce l’economia crescono i mercati e quindi i nostri investimenti.

E anche questa regola è stata spiegata, non perdete le ultime quattro!

Buona continuazione di giornata a presto.

Fedora

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