15 Settembre 2023

Negli appuntamenti precedenti abbiamo visto come i bias cognitivi possono influenzare le nostre scelte negli investimenti ma, in senso più ampio, anche la vita di tutti i giorni. Vivere in un mondo interdipendente e in aggiornamento veloce e continuo può farci prendere quelle scorciatoie mentali che aiutano il cervello a consumare meno energia, ma che ci possono indurre in errori talvolta grossolani. Oppure e nella maggior parte dei casi, visto che l’essere umano è un animale sociale, in problemi relazionali dovuti alla poca empatia verso gli altri.

Quindi, quale metodo possiamo utilizzare? Gli anglosassoni lo chiamano Debiasing; noi preferiamo usare invece il termine di “consapevolezza”.

Uno dei principali metodi di utilizzo del Debiasing è quello di mantenere una mentalità aperta, guardare le cose anche nella prospettiva dell’altro che, in fin dei conti, sta guardando il mondo con i suoi “filtri”. Le lenti che utilizza sono la somma delle sue esperienze passate e del suo vissuto che non necessariamente sono uguali alle nostre.

Proprio per questo motivo, un’ottima soluzione sarebbe quella di circondarsi di persone che non la pensano come noi: in pratica, un passo di sicuro valore verso l’affrancamento dai bias. Bisogna fare esattamente l’opposto di quello che fanno certi Social Network (solo per fare un esempio) dove grazie ai loro algoritmi ti classificano, insieme a molti altri individui e ti propinano notizie, news, commercials, grazie a un’eguaglianza di stili di pensiero, gusti, consumi che non fanno altro che restringere il mondo (seppur virtuale) nel quale si vive e rendendo ancor più spesse quelle famose lenti attraverso il quale lo guardiamo.

Quindi “consapevolezza”: sapere che i bias esistono può aiutarci a combatterli. Serve però uno sforzo notevole perchè il cervello, come abbiamo visto, ama le scorciatoie e la prima cosa che dobbiamo fare è togliere il cambio automatico (per fare un esempio automobilistico) per tornare alle care e vecchie marce. Ogni colpo di frizione abbinato al passaggio ad un passo di marcia superiore equivale a togliersi gli occhiali, strofinare le lenti con un panno pulito e poi riguardare il mondo con altri occhi. Con buona pace di tutti i bias in agguato.

Se volete, il Debiasing è un po’come quegli anticorpi azzurrini che arrivavano dal cielo a sconfiggere i bruti delle infezioni nel cartone “Siamo fatti Così, Esploriamo il Corpo Umano”.

Prima si parlava dei Social e quindi arriva come un treno l’idea che per combattere un bias si debbano trovare delle prove contrarie a certe notizie o convinzioni. Costa fatica? Non c’è dubbio. Ma siamo sicuri che “metto i soldi sotto il materasso, perchè son tutti ladri” sia una buona scelta? Esistono modi, metodi e pianificazioni personalizzate che evitano di trovarsi impelagati in situazioni spiacevoli e, purtroppo succede, con patrimoni intaccati da un qualche tipo di truffa.

Tutto il mondo, è paese”… avete presente questo altro modo di dire? Questa altra convinzione? Siamo davvero sicuri che sia così, nel 2023 e in un’economia talmente complessa e integrata che anche un singolo accadimento distante dal nostro orticello di casa può riverberarsi sulle nostre vite con una potenza dirompente (il Covid, per esempio)? Meglio sforzarsi di combatterlo questo bias.

Socrate diceva “So di non sapere” e forse questo è il più grande segreto per affrontare la vita nelle sue complessità, dove anche la gestione dei propri investimenti ne è parte fondamentale e foriera di sbalzi d’umore che fanno parte del “gioco”. E’ proprio lì dove la consapevolezza ci deve aiutare.

L’ottica dei piccoli passi è la migliore: so di non sapere ma mi sforzo nel colmare questa lacuna.

Perché non si smette mai di imparare.

Fedora

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