
Smettere di lavorare prima dei 67 anni: le novità della legge di Bilancio 2025
Smettere di lavorare prima dei 67 anni è il sogno di molti lavoratori. Grazie alla nuova normativa introdotta nella legge di Bilancio 2025, ora c’è una possibilità concreta di accedere alla pensione anticipata utilizzando la rendita da fondo pensione. Si tratta di una svolta significativa per coloro che finora non hanno potuto usufruire di questa opportunità perché la rendita maturata non era sufficiente.
Quali sono le novità?
Fino al 2024, per accedere alla pensione anticipata contributiva erano necessari:
- 64 anni di età
- 20 anni di contributi previdenziali
- Un assegno pensionistico minimo pari a 3 volte l’assegno sociale per gli uomini e 2,8 volte l’assegno sociale per le donne
La nuova norma consente ora di raggiungere questa soglia includendo anche la rendita derivante dal fondo previdenziale complementare. In pratica, i lavoratori che hanno versato contributi dal 1996 in poi possono sommare il valore delle prestazioni della previdenza complementare al calcolo della soglia minima richiesta.
Aumentano gli anni di contributi richiesti
Se da un lato la possibilità di accedere alla pensione anticipata si amplia, dall’altro aumentano gradualmente gli anni di contributi richiesti:
- Nel 2025 saranno necessari 25 anni di contributi (anziché 20)
- Nel 2030 la soglia salirà a 30 anni di contributi.
Inoltre, chi sceglie questa opzione dovrà cessare qualsiasi attività di lavoro dipendente alla data di decorrenza del trattamento pensionistico. Sarà comunque possibile proseguire con attività autonome o parasubordinate, anche se si attendono ulteriori dettagli sui limiti previsti (per esempio, se il lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro annui resterà un’eccezione).
Perché conviene investire in un fondo pensione?
L’introduzione di questa misura rende ancora più vantaggioso accumulare una previdenza integrativa, che già offre benefici fiscali importanti:
- Deducibilità fiscale: i contributi versati nel fondo pensione sono deducibili dal reddito dichiarato, riducendo l’imponibile IRPEF e consentendo un risparmio fiscale
- Limiti di deducibilità: l’importo massimo deducibile ogni anno è pari a 5.164,27 euro
- Semplicità per i lavoratori dipendenti: la deduzione fiscale viene applicata direttamente in busta paga dal datore di lavoro, che funge da sostituto d’imposta
Conclusioni
Questa novità normativa rappresenta un’opportunità interessante per chi desidera smettere di lavorare prima dei 67 anni, a patto di aver accumulato un montante contributivo sufficiente. Tuttavia, resta fondamentale attendere i decreti attuativi che definiranno nel dettaglio i meccanismi operativi di accesso alla pensione anticipata.
Investire in un fondo pensione diventa sempre più una scelta strategica per il proprio futuro, non solo per la possibilità di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro, ma anche per i vantaggi fiscali che offre lungo tutto il percorso lavorativo, cosa di cui abbiamo parlato anche in articoli precedenti.
E tu hai già un Fondo di Previdenza Complementare?
Fedora