18 Novembre 2022

Nell’attuale situazione di crisi economica, uno dei ruoli di fondamentale importanza è rappresentato dalle banche centrali. In questo articolo cercheremo di capire cosa sono le banche centrali, qual è la loro funzione e come influiscono sulla nostra economia e sui nostri risparmi.

Le banche centrali sono istituti pubblici finanziari che hanno l’incarico di formulare e promuovere le politiche monetarie più adatte al mantenimento di economie sane e stabili e di regolare l’operato delle altre banche nazionali.
Al mondo sono presenti 160 banche centrali ma le più influenti e conosciute sono: la Bank of Japan (in Giappone); la Bank of England (nel Regno Unito); la Federal Reserve Bank (negli Stati Uniti d’America) e la Banca Centrale Europea (in Europa).

La funzione principale delle banche centrali è di supervisione del sistema monetario della propria nazione o, come nel caso dell’Unione Europea, di un gruppo di nazioni. In particolare, l’obiettivo di questi istituti è quello di mantenere la stabilità dei prezzi, controllare e mantenere livelli ottimali di occupazione e di sviluppo.

Risulta chiaro quindi che, specialmente in questo ultimo periodo, l’intervento delle banche centrali appare fondamentale; poiché stiamo vivendo una crisi economica caratterizzata da un innalzamento generalizzato dei prezzi e da una perdita del potere d’acquisto della nostra moneta.

Questo fenomeno, detto inflazione, secondo l’economista Milton Friedmann sarebbe “causato dalla troppa moneta a caccia di troppi pochi beni”.

Ma come fanno le banche centrali a controllare l’inflazione?
Le banche centrali rappresentano la funzione di Banche delle banche. Quando, infatti, le banche commerciali hanno bisogno di finanziarsi, di solito a brevissimo termine, si possono rivolgere alla banca centrale per contrarre dei prestiti; in cambio dei quali devono ovviamente offrire delle garanzie, che solitamente sono rappresentate da titoli di Stato o obbligazioni societarie.

La gestione dei tassi di interesse permette a questi istituti di stampare soldi controllando la quantità di denaro in circolazione nel loro territorio.

Dopo averli stampati li prestano alle banche commerciali ad un certo interesse affinché queste possano a loro volta prestarlo ai propri clienti, che siano cittadini o imprese.

banche centrali

 

L’interesse a cui la banca centrale presta il denaro alle banche commerciali nazionali è il tasso di interesse ed è di fatto il prezzo del denaro.

A seconda delle esigenze la banca centrale può decidere di diminuire o aumentare il tasso di interesse. Quando il tasso di interesse scende, scende anche il prezzo del denaro, rendendo così meno costoso e più conveniente per le banche commerciali e le persone prenderlo in prestito. Se la richiesta è alta e il denaro in circolazione di conseguenza aumenta, l’economia viene stimolata facendo aumentare la crescita, ma aumentano di conseguenza anche i prezzi e con essi l’inflazione. Se la banca centrale decide, invece, di aumentare il tasso di interesse, il prezzo del denaro salirà e sarà meno conveniente per le banche commerciali e per le persone prenderlo in prestito. Ciò implica che, essendoci meno denaro in circolazione, la crescita economica rallenta visto che finanziarsi diventa più costoso. Se la gente spende meno i prezzi calano e diminuisce di conseguenza anche l’inflazione.

banche centrali

 

Il fenomeno inflattivo al contrario di quello che si pensa di per sé non è completamente negativo.

L’obiettivo di una buona politica economica è infatti quello di mantenere i tassi di inflazione su livelli “inferiori ma prossimi al 2%”, valore che permetterebbe una crescita sana dell’economia.

A seconda delle esigenze, la banca centrale può decidere di diminuire o aumentare il tasso di interesse stimolando o rallentando la crescita economica.

Le banche centrali hanno anche l’importante funzione di fungere da “prestatore di ultima istanza” per le banche commerciali: garantiscono cioè fondi all’economia, nel caso in cui le banche commerciali, ad esempio in momenti di crisi, pur disponendo formalmente dei fondi necessari, non siano in grado di coprire la richiesta di denaro contante in tempi rapidi.

Di conseguenza, per garantire stabilità economica, le banche centrali come la BCE, hanno il compito di vigilare sulle cosiddette “G-SIFI” ovvero una lista di 29 istituzioni finanziarie (banche o assicurazioni) così importanti da dover essere salvaguardate ad ogni costo, pena il collasso dell’economia e della finanza mondiale.

Per evitare questo rischio, le banche centrali, sottopongono ogni due anni, queste istituzioni finanziarie a rigidi controlli detti “stress test” che permettono di capire se esse siano effettivamente in grado di resistere senza gravi danni ad eventi catastrofici come una forte recessione, un’epidemia come quella del 2020 o la crisi dei mutui subprime del 2008.

Nel contesto economico globale, le banche centrali si rivelano quindi come figure istituzionali che garantiscono stabilità economica. Fungono da ragionevole filtro di qualità e affidabilità verso gli istituti nei quali società di gestione del risparmio investono, acquistando titoli di credito.

In particolare, oggi investire in titoli di credito, ovvero in obbligazioni, è diventato molto conveniente.

Per saperne di più chiedimi e ti sarò di aiuto.

Buona colazione e buona giornata.

Fedora

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