19 Aprile 2024

Molte imprese si limitano a valutare l’eventuale surplus di liquidità come un dato positivo, senza però comprendere, fino in fondo, le enormi potenzialità che tali risorse possono avere in ottica di investimento.

È certamente vero, infatti, che le risorse liquide in eccesso sono un segno evidente della solidità e prosperità del business aziendale, tuttavia, è proprio in queste situazioni che bisognerebbe identificare la strategia più giusta per far fruttare tali risorse extra.

Gli investimenti finanziari possono rappresentare la scelta migliore per tutte quelle aziende che non vogliono parcheggiare la liquidità rischiando di farla erodere dall’inflazione, soprattutto negli ultimi due anni dove l’inflazione è tornata a far parlare di sé in modo molto accentuato.

Ne deriva che il risparmio va investito!

Cosa si intende per investimenti finanziari?

In ambito finanziario, “investire” significa allocare delle risorse liquide in un determinato strumento o “asset” con l’obiettivo di avere un ritorno economico. Esistono diverse forme di investimento, classificabili in base al mercato scelto, al rendimento atteso, all’orizzonte temporale, al profilo di rischio, ecc.

Per un’impresa che dispone di risorse liquide extra, investire può rappresentare un modo vantaggioso non solo per far fruttare la liquidità in eccesso, ma anche per evitare che i soldi depositati perdano valore e potere d’acquisto.

L’aspetto fondamentale, però, è scegliere il tipo di investimento più adatto alle caratteristiche ed esigenze dell’impresa, soppesando il rapporto rischio/rendimento dei diversi mercati e prodotti finanziari.

Tipi di investimento

Esistono diversi tipi di investimenti finanziari che ben si adattano a questa esigenza e sono classificabili, in linea generale, in base alla durata e alla modalità dell’investimento. Tra i principali, troviamo:

  • Investimenti a breve termine: si tratta di investimenti che hanno una durata inferiore a un anno e che mirano a ottenere un profitto rapido. Un esempio tipico è rappresentato dai “pronti contro termine” (PCT) o titoli di stato come ad esempio i BOT;
  • Investimenti a medio-lungo termine: questa seconda tipologia ha una durata dell’investimento superiore a un anno e tende a ottenere un profitto nel lungo periodo;

Di per sé, ogni forma di investimento comporta dei rischi, tuttavia esistono prodotti finanziari che hanno un profilo più sicuro a fronte, però, di un rendimento più contenuto. Un tipico esempio è rappresentato dai titoli di stato.

I titoli di stato sono obbligazioni emesse periodicamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso il Dipartimento del Tesoro per fornire liquidità allo Stato. Esistono diverse tipologie di titoli di stato come i BTP, i CTZ, i CCT etc.

Si adattano molto bene ad una corretta gestione della liquidità anche i fondi monetari, che investono in questo tipo di strumenti, ma diversificandone l’emittente, quindi non solo titoli dello stato italiano ma anche di altre nazioni.

Ma poiché ogni impresa ha caratteristiche ed esigenze diverse, non è possibile dare una definizione univoca di asset o tipologia di investimento “migliore”.

La scelta dell’investimento, infatti, dipende principalmente da quattro fattori:

  • Obiettivi di investimento: ciò che l’azienda desidera realizzare allocando le sue risorse;
  • Propensione al rischio: quanto l’azienda è disposta a rischiare a fronte di un potenziale rendimento (ad esempio perdita parziale/totale del capitale investito);
  • Rendimento atteso: ciò che l’impresa mira a guadagnare dall’operazione di investimento;
  • Orizzonte temporale: l’arco di tempo a breve (ad esempio 1-3 mesi) o lungo termine (oltre un anno) in cui si desidera ottenere il ritorno sull’investimento.

Quindi, come già enunciato, parcheggiare la liquidità sui conti non è sempre la scelta giusta!

Il modo migliore per mitigare il rischio connesso agli investimenti finanziari è tramite una corretta diversificazione degli asset e dei mercati.

E chi meglio di un consulente finanziario ti può aiutare?

Fedora

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