18 Marzo 2023

Tra le varie novità introdotte dalla legge di Bilancio 2023 in vigore dal 1° di gennaio di quest’anno, ci sono aspetti fiscali che interessano il mondo degli investitori e noi consulenti finanziari.

Questa novità consentirà, tra le altre cose, allo Stato Italiano di incassare del denaro anticipatamente al 14% sulle plusvalenze rispetto al fatto di aspettare e incassare un 26% in un momento futuro non ben definito.

Ma vediamo di cosa si tratta nel dettaglio.

Un cliente che al 31/12/2022 ha una plus valenza realizzata come differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita di un titolo, di un fondo o di una polizza, può decidere di pagare il 14% su questa differenza anziché aspettare di realizzare la plusvalenza in futuro e pagare il 26%.

Ma come funzionerà nello specifico?

Il contribuente esercita l’opzione per l’applicazione di tale regime attraverso apposita comunicazione alla propria banca presso la quale ha intrattenuto il rapporto di custodia, amministrazione o gestione di portafogli entro il 30 giugno 2023.
In assenza di tali rapporti, l’opzione può essere esercitata, dal contribuente, nella propria dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2022.

I vantaggi.

Gli effetti dell’affrancamento considerano come “realizzati” i redditi di capitale ed i redditi diversi, con la conseguenza che, in caso di realizzo di plusvalori, la tassazione complessiva del titolo definirà un risparmio del 12% rispetto a quella ordinaria che, prevede l’applicazione dell’aliquota del 26%.

Il contribuente ha facoltà di scegliere quale titolo o fondo o polizza affrancare senza dover necessariamente estendere l’operazione a tutto il portafoglio. Ovviamente, il valore al 31.12.2022 degli strumenti finanziari scelti deve essere maggiore del rispettivo costo medio di carico.

Per le polizze assicurative l’imposta sostitutiva del 14% dovrà essere versata entro il 16.09.2023, sulla differenza tra il valore della riserva matematica al 31.12.2022 e i premi versati.

L’operazione, come per i fondi, può essere esercitata per singola polizza qualora vi sia plusvalenza.
La facoltà è estesa ai contratti di assicurazione per polizze rami I e V. Sono escluse dall’affrancamento le polizze di ramo III, le unit-linked che investono i premi in fondi comuni e che godono già della “deferrall taxation”.

 

Fin qui abbiamo elencato i vantaggi.

Ma ci sono anche delle criticità?

Nella valutazione sulla convenienza o meno all’adesione dell’operazione di affrancamento si dovrà: valutare se lo strumento in plusvalenza al 31.12.2022 sia o meno soggetto ad una aliquota di tassazione ordinaria superiore al 14%. Questo è il caso di quegli strumenti che non investono prevalentemente in Titoli di Stato e/o assimilati, in quanto questi ultimi sono soggetti ad una tassazione del 12,5%.

Un’altra valutazione da fare è l’andamento futuro del fondo: stima non semplice: a meno che qualcuno abbia poteri predittivi sull’andamento dei mercati finanziari. Bisogna dunque essere consapevoli del fatto che se il prezzo del fondo per il quale si è esercitato l’affrancamento scende rispetto al prezzo rilevato al 31.12.2022, l’imposta sostitutiva versata non sarà più recuperabile.

Per le azioni…

Per il mondo amministrato e quindi per le azioni,  l’imposta scende dal 26% al 16% per tutte le partecipazioni azionarie negoziate sui mercati e possedute alla data del 1 gennaio 2023 calcolate come media aritmetica dei prezzi rilevati a dicembre 2022. L’imposta dovrà essere versata al massimo in tre rate annuali di pari importo a decorrere dal 15/11/2023.

C’è una altra importante novità in arrivo con la riforma fiscale 2023, ed è la riforma sui redditi finanziari. Se questa proposta di legge diventa esecutiva potremmo mandare in soffitta la distinzione tra redditi diversi (capital gain) e redditi di capitale (dividenti da azione, cedole da obbligazioni e plusvalore dei fondi) al suo posto una unica categoria che include tutti i redditi di natura finanziari.

Ci sarà una sola categoria di redditi di natura finanziaria e sarà permesso dedurre le perdite con i guadagni sia essi da titoli che da fondi con il riporto fino a quattro anni.

Sperando di avervi interessato vi auguro una buona continuazione di giornata a presto.

Fedora

Condividi

Vuoi saperne di più?